La consultazione referendaria si è conclusa con la netta vittoria del “No”, che a livello nazionale ha raccolto circa il 54% delle preferenze, superando il “Sì” fermo al 46%. I cittadini italiani, chiamati a esprimersi sulla proposta di modifica, hanno quindi scelto a maggioranza di respingere la riforma, optando per il mantenimento inalterato dell’attuale assetto normativo. L’affluenza alle urne si è attestata intorno al 60% su base nazionale, un dato che evidenzia una partecipazione rilevante e un forte interesse da parte del corpo elettorale per la tematica in questione.
Il voto nel capoluogo campano
Analizzando i dati su scala locale, nel capoluogo campano la vittoria del “No” ha assunto proporzioni ancora più marcate rispetto alla media del resto del Paese. I dati finali relativi alle sezioni del Comune di Napoli mostrano, infatti, che il fronte contrario alla riforma ha raggiunto un picco del 75,5% dei voti validi. Si tratta di una percentuale significativamente superiore sia al dato nazionale sia alla media registrata nell’intera Regione Campania, dove i voti per il “No” si sono attestati complessivamente intorno al 65-66%. Questo divario evidenzia una decisa polarizzazione dell’elettorato partenopeo rispetto al quesito proposto.
I numeri dell’affluenza a Napoli
Per quanto riguarda la partecipazione attiva al voto nella città di Napoli, i dati ufficiali riportano che si sono recati alle urne 352.132 elettori, un numero pari al 49,51% dei circa 711.257 aventi diritto totali. Pur risultando inferiore di circa dieci punti percentuali rispetto alla media nazionale, l’affluenza registrata a Napoli si mantiene su livelli ragguardevoli per questo genere di consultazioni. Il dato conferma l’attenzione dell’elettorato locale verso le dinamiche istituzionali e dimostra come il quesito referendario abbia saputo mobilitare una parte consistente della cittadinanza.
In sintesi, l’esito della tornata elettorale certifica in modo inequivocabile la volontà popolare di non procedere con le modifiche previste dal testo della riforma. All’interno di questo quadro nazionale, la città di Napoli si distingue per aver fatto registrare una delle percentuali di contrarietà più elevate in assoluto, riflettendo un orientamento di voto locale compatto.
