Sette punti in otto partite. Fino a poche settimane fa sembrava pura utopia, un miraggio nel deserto di una classifica che vedeva l’Inter in fuga solitaria verso il tricolore. Ma il calcio è imprevedibile. In soli 270 minuti, il Napoli di Antonio Conte ha riaperto un campionato che tutta Italia dava per archiviato. Nove punti per gli azzurri nelle ultime tre giornate, uno spietato tre su tre, contro i miseri due punti racimolati dalla capolista nerazzurra, con il Milan fermo a quota sei. Un parziale devastante che ha eroso il divario, portando i partenopei a quota 62, a un passo dal Diavolo (63) e a -7 dall’Inter (69). Una distanza ancora netta, certo, ma non più una montagna insormontabile.
Ora il fiato sospeso per la sosta dedicata agli spareggi Mondiali. Un momento di pausa fondamentale per ricaricare le gambe e infiammare il cuore, prima di un rientro in campo che ha i contorni dell’epica. Il giorno di Pasquetta, lo stadio “Diego Armando Maradona” aprirà le sue porte per un altro importante crocevia: Napoli-Milan. Una sfida totale, da vincere a ogni costo. Il dettaglio cruciale che potrebbe cambiare tutto? Quando i ragazzi di Conte scenderanno in campo, il tabellone di San Siro avrà già emesso il suo verdetto su Inter-Roma. Immaginate la bolgia di Fuorigrotta se i nerazzurri dovessero inciampare contro i giallorossi. Sarebbe la scintilla pronta a far esplodere il vulcano.
Guardando il calendario, come evidenziato dalla nostra grafica, l’impresa resta ai limiti del proibitivo, ma non è impossibile. Archiviato lo scoglio rossonero, il percorso del Napoli prevede: Parma, Lazio, Cremonese, Como in trasferta, Bologna , Pisa e la chiusura con l’Udinese in casa. Cinque partite su otto da giocare con la spinta del nostro pubblico. Un ruolino che, con il coltello tra i denti tipico delle squadre di Conte, deve trasformarsi in un filotto perfetto.
L’Inter, dal canto suo, dopo il delicatissimo incrocio con la Roma, dovrà sudare su campi storicamente insidiosi, tra cui le trasferte contro il Torino, all’Olimpico contro la Lazio e al “Dall’Ara” di Bologna proprio all’ultima giornata.
Recuperare sette lunghezze in otto gare è una montagna da scalare a mani nude, la matematica ci impone di essere realisti. Ma questo Napoli ha fame, ha ritrovato la sua ferocia agonistica e ha ripreso a mordere le caviglie dell’avversario nel momento di sua massima flessione. Il tricolore è appeso a un filo sottile, ma è ancora lì, e noi abbiamo l’obbligo di tirarlo. E voi ci credete? Vietato smettere di sognare proprio ora. Appuntamento a Pasquetta!

