Una domenica di sangue, un lunedì di tragedia. Nel giro di appena quarantotto ore, Napoli si ritrova a piangere tre vittime innocenti, tutte falciate mentre camminavano per strada. Una sequenza drammatica che riaccende con violenza il dibattito sulla sicurezza stradale in città, trasformando arterie fondamentali in trappole mortali per i pedoni. L’ultimo, straziante episodio si è consumato ieri sera, lunedì, in corso Vittorio Emanuele, dove ha perso la vita un uomo di 85 anni, un noto professore universitario e scrittore, Italo Ferraro.
La cronaca dell’orrore era iniziata domenica sera, intorno alle 19:15, in corso Garibaldi, all’altezza di Porta Nolana. Due donne di nazionalità ucraina che stavano attraversando la carreggiata sulle strisce pedonali quando sono state travolte da una Mercedes ad altissima velocità. L’impatto è stato devastante: una delle vittime è morta sul colpo, sbalzata a metri di distanza; la seconda è spirata poco dopo l’arrivo all’Ospedale del Mare, nonostante i disperati tentativi dei medici di salvarla. Il conducente dell’auto, un napoletano di 34 anni, dopo aver travolto le donne ha perso il controllo del mezzo, terminando la sua corsa contro tre auto parcheggiate. Fermato dalla Polizia Locale, è risultato positivo al test alcolemico con un tasso ben oltre il limite consentito ed è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale plurimo aggravato. Sul luogo della tragedia, ora, ci sono solo fiori e messaggi di cordoglio, a testimonianza di una comunità sconvolta e indignata.
Non c’è stato nemmeno il tempo di elaborare il lutto che la città è stata colpita da un nuovo dramma. Ieri sera, intorno alle 20:00, in corso Vittorio Emanuele, un’altra arteria fondamentale ma nota per la sua pericolosità, Italo Ferraro è stato investito da uno scooter condotto da una ragazza. L’uomo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Pellegrini, ma le sue condizioni sono apparse subito critiche e il suo cuore ha smesso di battere poco dopo il ricovero. La vittima, figura stimatissima e impegnata civilmente, era l’autore del celebre “Atlante storico della città di Napoli”. Scene di forte tensione si sono registrate sul luogo dell’incidente, con cittadini infuriati per i ritardi nei soccorsi e per la mancanza di controlli. “Non si può più camminare a Napoli, è una strage silenziosa”, denunciano i residenti. L’appello alle istituzioni è unanime e disperato: servono interventi immediati, dai dissuasori di velocità a una maggiore illuminazione, fino a un presidio costante delle forze dell’ordine, per fermare questa scia di morte che sta devastando le famiglie e il tessuto sociale della città.
