Terme di Agnano a rischio chiusura, Strazzullo (Uiltucs) “Chiarezza per lavoratori”. Domani alle 15 presidio al Comune di Napoli

Domani 23 novembre 2012 le lavoratrici ed i lavoratori delle Terme di Agnano s.p.a., partecipata al 100% del Comune di Napoli, svolgeranno una prima iniziativa di sciopero a seguito dell’improvvisa apertura di una procedura di Cassa Integrazione in Deroga per ben 43 lavoratori su 83 dipendenti. Una procedura di Cassa Integrazione che prevede tra l’altro la “momentanea” chiusura dell’attività alberghiera e del ristorante e delle piscine di recentissima costruzione.

 

Improvvisamente il Comune di Napoli, di concerto con il Presidente delle Terme ed il Consiglio di Amministrazione, negli stessi giorni in cui incontrava le Organizzazioni Sindacali per discutere delle prospettive e delle strategie per rilanciare le diverse strutture delle Terme di Agnano, decideva di chiudere alcune strutture, senza alcun piano vero e reale di ristrutturazione e/o riorganizzazione e senza una indicazione chiara sul futuro.

 

“Sono mesi che le Organizzazioni Sindacali, unitariamente, stanno chiedendo – dichiara Rino Strazzullo (segretario generale della Uiltucs) – di porre la dovuta attenzione ad una realtà potenzialmente importante per lo sviluppo turistico e culturale della Città di Napoli e per la salute ed il benessere fisico delle migliaia di utenti che vi si recano, nell’indifferenza dell’azienda e di chi la rappresenta.  Non è accettabile che dopo gli ingenti investimenti fatti dal Comune di Napoli (e quindi dalla collettività napoletana)  e dopo tanti anni di sacrifici (sia economici che lavorativi) fatti dai lavoratori, a pagare il prezzo di cattive gestioni, poca professionalità e sprechi di varia natura, siano solo e sempre i lavoratori. Non vogliamo vedere proiettato un film già visto in altre realtà territoriali della nostra Regione (vedi le Terme di Stabia)”.

 

“Unitamente alle nostre Organizzazioni siamo disponibili ad affrontare – dichiara Giuseppe Silvestro, sempre della Uiltucs – qualsiasi discussione per preservare l’azienda e gli interessi dei cittadini napoletani, anche chiedendo ulteriori sacrifici ai lavoratori. A patto che questi sacrifici non vadano al vento come si è verificato finora. Ci sia sottoposto un serio Piano Industriale teso alla salvaguardia e all’unicità aziendale (no allo spezzatino ed alle svendite di fine anno. Basta alle improvvisazioni di gente che, pur essendo ottimi professionisti nel loro campo, hanno poca esperienza in settori peculiari come possono essere l’industria termale, turistica e del benessere”.

 

Intanto domani alle ore 15  Presidio a Palazzo San Giacomo dove si riunirà il cda delle Terme di Agnano

 

LE TERME DI AGNANO, UN BENE DEI CITTADINI NAPOLETANI, DEI TURISTI, DEGLI UTENTI E DEI LAVORATORI NON VOGLIONO E NON POSSONO MORIRE COSI’ !!!