Lo storico mulino napoletano sarà Official Supplier e Official Flour della Louis Vuitton 38th America’s Cup. Masterclass di pizza per i velisti, accoglienza gastronomica e percorsi nutrizionali dedicati agli equipaggi. Un nuovo modo di raccontare Napoli attraverso uno dei più importanti eventi sportivi internazionali.
C’è un’immagine che più di altre racconta quello che sta accadendo a Napoli: una barca a vela che attraversa il Golfo e, sulla terraferma, un forno dal quale esce una pizza napoletana.
Due mondi apparentemente lontani che oggi si incontrano. Da una parte l’America’s Cup, la competizione velica che nel 2027 porterà a Napoli i migliori team e atleti del mondo; dall’altra Mulino Caputo, storico marchio napoletano che da oltre un secolo porta la farina e l’arte bianca partenopea sulle tavole di tutto il mondo.
L’accordo, presentato al Reale Yacht Club Canottieri Savoia, assegna a Mulino Caputo il ruolo di Official Supplier e Official Flour della Louis Vuitton 38th America’s Cup. È la prima volta, nei 175 anni di storia della competizione, che un mulino entra nella rete dei partner ufficiali.
Una partnership che va ben oltre la semplice fornitura di farina. Durante il programma dell’America’s Cup, Mulino Caputo curerà l’accoglienza gastronomica per atleti, partner, ospiti e pubblico internazionale, svilupperà percorsi nutrizionali dedicati ai team in gara e organizzerà masterclass nelle quali saranno proprio i velisti a cimentarsi con i segreti della vera pizza napoletana.
«Questo accordo rappresenta un’opportunità straordinaria. Con il team dell’America’s Cup c’è stata una sintonia immediata: insieme diffonderemo nel mondo la cultura e la qualità dei nostri ingredienti, curando anche la nutrizione degli atleti», ha spiegato Antimo Caputo, CEO di Mulino Caputo.
E c’è un aspetto particolarmente significativo: per l’azienda napoletana si tratta del primo ingresso nel mondo dello sport internazionale.
«È la prima volta in assoluto che ci avviciniamo al mondo dello sport ed è una novità assoluta vedere il supporto di Mulino Caputo in un evento internazionale e storico di questa portata», ha sottolineato Caputo. «L’America’s Cup rappresenta valori altissimi, in perfetta sintonia con il nostro mondo: con il nostro marchio portiamo non solo il nome del Mulino di Napoli, ma anche un simbolo del buon cibo e della napoletanità nel mondo».
Quando lo sport diventa racconto del territorio
Fondata nel 1924 a San Giovanni a Teduccio, la famiglia Caputo ha costruito in oltre un secolo una realtà profondamente radicata a Napoli e, allo stesso tempo, fortemente internazionale. Oggi i prodotti del mulino sono utilizzati da pizzaioli, panettieri, pasticceri e cucine professionali in diversi Paesi del mondo.
L’America’s Cup diventa così un altro grande palcoscenico per raccontare la città attraverso uno dei suoi simboli più riconoscibili: il cibo.
«Vogliamo raccontare all’estero il meglio della cucina napoletana, i suoi prodotti e la cultura che li accompagna», ha detto Antimo Caputo durante la presentazione, ricordando anche che circa la metà del fatturato dell’azienda arriva già dall’estero.
Il legame tra Mulino Caputo e America’s Cup, del resto, nasce proprio dall’incontro tra due realtà che condividono tradizione, innovazione, ricerca e una forte vocazione internazionale. Marzio Perrelli, CEO dell’America’s Cup Partnership, ha sottolineato come entrambe abbiano radici profonde e una capacità di guardare al futuro: 175 anni di storia per l’America’s Cup, oltre un secolo per Mulino Caputo.
Un ruolo importante nella costruzione della partnership è stato svolto da Mack Dalton, Sponsorship Director di America’s Cup, che ha seguito le trattative e che vede nell’accordo un ulteriore rafforzamento del rapporto tra la competizione e la città.
«I grandi appuntamenti sportivi possono trasformare le infrastrutture e l’economia, ma anche la percezione dei marchi. Questa partnership lega ancora di più l’America’s Cup alla città e alla sua comunità», ha spiegato Dalton.
Napoli si prepara al grande appuntamento
L’accordo con Mulino Caputo arriva mentre la città accelera la propria trasformazione in vista dell’America’s Cup.
Durante la presentazione, il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato il valore dell’evento non soltanto dal punto di vista sportivo, ma anche per la proiezione internazionale della città e per la valorizzazione delle imprese del territorio. L’America’s Cup, ha spiegato, rappresenta una vetrina globale per le realtà imprenditoriali napoletane e può generare nuove opportunità per l’economia cittadina.
Sono numerosi gli interventi in corso in città, dal Lungomare a Bagnoli, dalla Villa Comunale al Parco Virgiliano, fino ai lavori di completamento della Linea 6 della metropolitana.
E c’è anche Castel dell’Ovo, uno dei simboli più riconoscibili del Golfo, al centro dei lavori in vista della grande stagione della vela. L’obiettivo è arrivare pronti all’appuntamento del 2027, con una città rinnovata e capace di accogliere il pubblico internazionale che arriverà a Napoli.
La prima prova generale, però, è ormai vicinissima: la Preliminary Regatta della Louis Vuitton 38th America’s Cup è in programma dal 24 al 27 settembre 2026. Sarà il primo grande banco di prova per la città e per l’organizzazione in vista dell’appuntamento del 2027.

La pizza sale a bordo
In questo scenario, la masterclass di pizza per i velisti assume quasi il valore di un piccolo manifesto.
Da una parte ci saranno atleti abituati a spingere al limite tecnologia, imbarcazioni e prestazioni. Dall’altra ci sarà un impasto fatto di acqua, farina, tempo, tecnica e tradizione.
Due linguaggi diversi, ma con una parola in comune: performance.
La sfida sarà quindi anche questa: far conoscere ai velisti la pizza napoletana non soltanto come piatto simbolo, ma come cultura, tecnica e prodotto di una terra.
È un modo nuovo di fare promozione territoriale: non limitarsi a mostrare Napoli, ma farla vivere, assaggiare, raccontare.
E forse è proprio qui che questa partnership trova il suo significato più interessante.
Perché quando un grande evento sportivo internazionale arriva in una città, non porta soltanto competizioni, atleti e pubblico. Può diventare anche un’occasione per mettere in vetrina ciò che quella città è capace di creare.
E Napoli, questa volta, ha deciso di farlo partendo dalla sua farina.
Dalla pizza.
Dal mare.
E da un marchio nato a San Giovanni a Teduccio che, nel 2027, avrà il compito di accogliere il mondo a Napoli attraverso il gusto.
«Oggi facciamo la storia», ha detto Fabrizio Cattaneo della Volta, presidente del Circolo Savoia, ricordando il ritorno di Napoli sulla scena internazionale della vela.
Ed ha ragione perchè Napoli e tutte le realtà che girano intorno alla città stanno davvero riscrivendo la storia di un territorio, di una comunità, che per troppo tempo è stata raccontata in una modalità errata.
E in questa storia, tra vele, tecnologia e grandi sfide sportive, ci sarà anche il profumo inconfondibile di una pizza appena sfornata.

