A cento anni dalla nascita di Dario Fo, Napoli sceglie la strada più autentica per ricordarlo: non una celebrazione formale, ma una memoria condivisa fatta di voci, musica, racconti e presenze umane.
Martedì 14 aprile alle ore 18:00, negli spazi della Fondazione Il Canto di Virgilio, l’incontro “Siamo fatti di memoria – 100 anni di Dario Fo” si annuncia come una delle tappe più intense del centenario dedicato al Premio Nobel, perché mette al centro non soltanto l’artista, ma soprattutto il segno profondo che Fo ha lasciato nelle persone, negli amici, nei musicisti e negli intellettuali che con lui hanno condiviso un tratto di strada.
Il cuore memoriale della serata sarà proprio nella presenza degli ospiti: nomi che non compongono un semplice parterre, ma una vera e propria comunità affettiva e culturale. Ci saranno Jacopo Fo, testimone diretto dell’eredità umana e artistica del padre; Eugenio Bennato, la cui ricerca sulla musica popolare dialoga naturalmente con il teatro civile di Fo; Enzo Gragnaniello, voce tra le più intense della canzone d’autore napoletana; Tony Cercola, percussionista capace di trasformare il ritmo in racconto; e ancora Lino Vairetti, Renato Marengo, Sasà Mendoza, Ugo Mazzei, Gennaro Monti, insieme alle Nuove Nacchere Rosse, nucleo storico di un rapporto artistico che con Dario Fo ha scritto pagine importanti.
La loro partecipazione restituisce il senso più profondo dell’iniziativa: Fo non viene ricordato come monumento, ma come presenza ancora attiva nel pensiero e nelle pratiche artistiche contemporanee. Ognuno degli ospiti porterà un frammento di quella storia, trasformando la serata in un mosaico di testimonianze capace di raccontare non solo il Maestro, ma anche il suo legame speciale con Napoli.
A questa dimensione artistica si unirà anche la voce delle istituzioni con il saluto dell’on. Dario Carotenuto, deputato della Repubblica, la cui presenza darà rilievo al valore civile e politico dell’opera di Dario Fo, autore che ha saputo fare del teatro uno strumento di coscienza critica e partecipazione democratica. Il suo intervento si inserisce con coerenza nel filo rosso della serata: ricordare Fo non come icona distante, ma come intellettuale ancora capace di parlare al nostro tempo.

L’atmosfera dell’incontro sarà ulteriormente arricchita dagli interventi introduttivi di Carlo Faiello, Enzo La Gatta e Nino Marchesano, autore del volume Dario Fo a Napoli. Storia di un concerto, libro che restituisce uno dei capitoli più intensi del rapporto tra il Nobel e la città.
Un momento di particolare intensità sarà la proiezione del DVD “Siamo fatti di memoria”, prezioso documento prodotto dalle Nuove Nacchere Rosse, che riporterà in sala immagini e suggestioni di una stagione culturale in cui Fo aveva trovato a Napoli una comunità artistica capace di riconoscersi nel suo teatro di denuncia, ironia e libertà.
Più che una commemorazione, la serata si annuncia come un passaggio di testimone tra generazioni di artisti, intellettuali e cittadini. È questo il significato più profondo del centenario napoletano: lasciare che Dario Fo continui a vivere non nel ricordo statico, ma nelle parole di chi lo ha incontrato, nella musica di chi ne ha condiviso la tensione civile, nelle istituzioni che ne riconoscono il lascito morale.
A Napoli, ancora una volta, la memoria non si limita a custodire il passato: diventa voce pubblica, presenza scenica e responsabilità collettiva.
