Fiori colorati deposti con cura e cartelli che chiedono a gran voce “Giustizia” e “Basta omicidi stradali”. Questa mattina, Corso Garibaldi si è fermato per ricordare le due donne di 57 e 52 anni, entrambe di nazionalità ucraina, travolte e uccise domenica sera da un’auto lanciata a folle velocità.
Il flash mob, organizzato dall’onorevole Francesco Emilio Borrelli assieme ai residenti del quartiere e a una nutrita e commossa rappresentanza della comunità ucraina partenopea, si è tenuto proprio sul luogo della tragedia, all’altezza di Porta Nolana. Un momento di profondo raccoglimento, ma anche di ferma e decisa denuncia contro le stragi che continuano a insanguinare le strade cittadine.
La tragedia di domenica sera La dinamica di quanto accaduto lo scorso 22 marzo ha lasciato sgomenta la città. Le due donne stavano attraversando la carreggiata intorno alle 19:15 quando sono state falciate da una Mercedes guidata da un 34enne del posto. L’impatto è stato di una violenza inaudita: la vettura, fuori controllo, ha terminato la sua corsa schiantandosi contro tre auto in sosta.
Per la 57enne non c’è stato purtroppo nulla da fare: è deceduta sul colpo. L’amica 52enne si è spenta poche ore dopo all’Ospedale del Mare, nonostante i disperati tentativi dei sanitari di salvarle la vita. L’uomo alla guida, risultato in stato di ebbrezza, è stato immediatamente arrestato dalla Polizia Locale con l’accusa di omicidio stradale.
La richiesta di giustizia e sicurezza “Non si può morire così, semplicemente attraversando la strada”, hanno ribadito i manifestanti durante il presidio di stamattina. La comunità ucraina piange oggi due connazionali strappate alla vita da una condotta sconsiderata e inaccettabile. Accanto a loro, i residenti di Corso Garibaldi hanno espresso esasperazione per la pericolosità di un’arteria troppo spesso scambiata per una pista, chiedendo a gran voce maggiori controlli, l’installazione di dissuasori di velocità e un intervento radicale per tutelare l’incolumità dei pedoni.
L’onorevole Borrelli ha raccolto il grido di dolore della piazza, sottolineando la gravità dell’accaduto: “Queste non sono fatalità, ma veri e propri crimini. Chi si mette alla guida ubriaco o sotto l’effetto di sostanze, schiacciando il piede sull’acceleratore in pieno centro abitato, è un pericolo pubblico. Servono pene certe e severissime. Non possiamo permettere che la morte di queste due donne resti senza giustizia”.
I fiori lasciati oggi sull’asfalto di Corso Garibaldi non sono solo un omaggio alla memoria di due vite spezzate, ma un monito per le istituzioni e per l’intera città. La sicurezza stradale deve essere al centro dell’agenda pubblica, affinché tragedie simili non debbano mai più ripetersi.






