Mister Sorrentino: «Napoli per Conte è una piazza importante»

Il tecnico Roberto Sorrentino, padre del portiere Stefano che ha lasciato il calcio professionistico nel 2019 dopo aver difeso la porta del Chievo Verona negli ultimi anni, è stato immortalato con Antonio Conte, oggetto del desiderio del presidente, Aurelio De Laurentiis, in tribuna allo stadio Olimpico Grande Torino durante l’ultima gara tra i granata e gli azzurri. «Con Conte si è parlato certamente del Napoli – ha raccontato nel suo intervento a Club Napoli All News in onda su Teleclub Italia e condotto da Francesco Molaro – anche perché lo rivedo ogni anno. Con Antonio c’è un rapporto di amicizia e di calcio dopo che siamo stati insieme per 4 stagioni alla Juventus. Una piazza come Napoli per lui è importante. Per quello che ho percepito, qualche contatto c’è stato, però c’è distanza per le situazioni che ci sono a Castelvolturno rispetto a quelle cui era abituato lui. Se abbiamo parlato di Milan? Direi proprio di sì…». Dal canto suo, Sorrentino, da buon napoletano, ha cercato di far remare Conte verso la sponda azzurra: «Gliel’ho buttata lì un paio di volte, ricordandogli di essere napoletano, magari con la prospettiva di ricomporre la coppia.  Poi vedremo cosa deciderà Antonio».

La realtà però è che «Mazzarri ha trovato una situazione ambigua – ha osservato il tecnico – considerando che con Spalletti i giocatori hanno dato tutto quello che potevano dare; Garcia, un buon allenatore, ha cercato di modificare a piccoli passi certe situazioni tattiche, mentre Mazzarri è arrivato nel momento di maggiore confusione e, probabilmente, il suo errore è stato quello di riproporre lo stesso sistema di gioco. Forse sarebbe stato opportuno aspettare un attimo e far assimilare al gruppo le sue idee e le sue abitudini». Nella gara con il Torino «ho visto un possesso sterile, soprattutto in difesa con 28 passaggi di fila e senza la minima intenzione di far male agli avversari. Io credo che questo ritiro possa servire per ricompattarsi e ritrovarsi: devono essere l’allenatore e la società – ha concluso Sorrentino – a ridare le motivazioni al gruppo».

 

A cura di Teresa Beracci