Atalanta-Napoli, le pagelle del match

35 punti in classifica, 9 vittorie di fila in campionato e 4 su 4 contro le dirette concorrenti (tutte fuori casa). Sono le eccezionali statistiche di questo Napoli, che non ha alcuna intenzione di fermarsi e lo fa capire anche quest’oggi imponendosi su un campo difficile come quello di Bergamo. Una partita avvincente e ben giocata da entrambe le formazioni, decisa dallo strapotere fisico di Osimhen (miglior marcatore nigeriano nella storia della Serie A) e dalle scelte di Luciano Spalletti, il quale ha avuto ancora una volta ragione sull’undici titolare.

MERET 7 – Si fa trovare pronto sulla battuta a rete di Hojlund nei primissimi minuti, poi smanaccia alla grande il tiro ravvicinato di Mahele. Non può nulla sul rigore all’incrocio di Lookman.

DI LORENZO 6 – Soffre a più riprese le sgroppate di un Mahele in grande spolvero. Dalla corsia mancina arrivano le occasioni più pericolose per la Dea, lui cerca di contenere come può e a conti fatti ci riesce – pur correndo parecchi rischi.

KIM 6.5 – Lookman è in stato di grazia e lo dimostra anche questa sera sfuggendogli alle spalle diverse volte. Qualche uscita non perfetta che passa in secondo piano al cospetto di una serie di interventi degni dell’MVP di ottobre. Viene ammonito per un normale contrasto di gioco.

JUAN JESUS 6.5 – Si perde Hojlund ad inizio gara, poi l’Atalanta concentra i propri attacchi sul centro-sinistra e lui rimane vigile nella sua zona di competenza. Attende l’avversario con esperienza quando consapevole di avere un passo diverso.

OLIVERA 6.5 – Vale più o meno lo stesso discorso fatto per Juan Jesus: dal suo lato c’è tanto traffico ma poche vere occasioni per i padroni di casa. Sbaglia un paio di appoggi facili, si fa però perdonare con altrettante diagonali difensive decisive. Nel finale serve a Simeone la palla del possibile 1-3.

ZAMBO ANGUISSA 6 – Come nelle ultime uscite, parte a rilento per poi carburare col passare dei minuti. Ottimo il filtrante per Osimhen che ha portato al raddoppio. Commette però quasi sempre lo stesso errore, ovvero quello di portare a spasso la sfera senza scaricarla al momento giusto (dal 93′ GAETANO s.v.).

LOBOTKA 6.5 – La trequarti orobica esercita una notevole pressione fin dal 1′, lui quando non trova la verticalizzazione non ha problemi ad andare per vie orizzontali. Prezioso anche in chiusura come al solito.

ZIELINSKI 6.5 – Dopo qualche prestazione scialba festeggia la sua 300esima in maglia azzurra con un cross al bacio per la testa di Osimhen. Ancora qualcosa da registrare in mezzo al campo: troppi errori per un calciatore della sua caratura (dal 64′ NDOMBELE 6 – Difficile togliergli la palla quando ne è in possesso. Ormai è pienamente integrato nel gruppo e lo dimostra ogni qualvolta è in campo, che sia da subentrante o da titolare).

LOZANO 5.5 – Partita un po’ confusionaria del Chucky, che non è mai riuscito a sfruttare a dovere la sua velocità negli spazi e ha faticato non poco a scambiare con il resto del reparto. Poteva gestire meglio almeno tre contropiedi promettenti (dal 64′ POLITANO 6 – Entra per dare principalmente una mano in copertura. L’ex Inter non ci sta e vuole andare all’attacco, anche se i compagni sono stanchi e non sempre riescono ad assecondare i suoi spunti).

OSIMHEN 7.5 – The “Hitman”, come lo chiamano in Nigeria, colpisce ancora. Lo fa con una delle specialità della casa, cioè stacco imperioso e colpo di testa imparabile (la scorsa stagione ne ha siglati 8 così). Superato Arnautovic nella classifica marcatori, nonostante il lungo stop per infortunio. Ma non è finita qui: l’assist per Elmas è di pura cattiveria agonistica. In precedenza tanta sfortuna e un pizzico di ingenuità nel tocco di braccio sul rigore per l’Atalanta (dal 75′ SIMEONE 6 – Ha qualità per addomesticare palloni difficili, spalle alla porta e con il fiato del difensore sul collo. Peccato per l’occasione sprecata nel finale, molto simile a quella che gli avrebbe permesso di siglare una tripletta contro il Rangers).

ELMAS 7 – Bravissimo sul gol del vantaggio a chiudere col sinistro dopo una finta di corpo che ha messo a sedere diretto marcatore e portiere. Convince anche al di là della rete, giocando di squadra e per la squadra (dal 93′ ZERBIN s.v.).

Lorenzo Liguori