Napoli, la mobilità estiva resta un nodo aperto, Ditto: «Serve il salto definitivo entro il prossimo anno»

L’imprenditore: «Gli orari del trasporto pubblico vanno ripensati sulla base dei flussi reali della città, non su una programmazione uguale tutto l’anno»

Napoli. Il periodo estivo conferma un tema ricorrente nel dibattito cittadino: l’adeguatezza del trasporto pubblico rispetto ai flussi di presenze che agosto porta con sé. Napoli, tra le mete più visitate del Mezzogiorno secondo i dati Istat sul turismo, registra ogni anno un incremento di movimento serale e notturno che riguarda residenti, lavoratori del settore turistico e visitatori.

La chiusura della metropolitana intorno alle 23, orario invariato rispetto ai mesi con minore affluenza, resta uno degli aspetti più discussi da chi opera quotidianamente nel comparto dell’ospitalità.

Enrico Ditto, imprenditore napoletano attivo nel settore alberghiero e voce ricorrente nel confronto pubblico su Napoli e provincia, affronta il tema con una proposta operativa più che con una denuncia: «Non si tratta di puntare il dito contro nessuno, ma di mettere sul tavolo una soluzione concreta e una scadenza precisa», dice Ditto, che aggiunge come il confronto con altre capitali turistiche europee, dove le linee metropolitane restano attive fino a tarda notte nei mesi di alta stagione, resti un termine di paragone utile più che un atto d’accusa.

L’imprenditore richiama l’attenzione su un dato di fatto verificabile: la maggior parte degli spostamenti serali a Napoli, in particolare nei weekend estivi, si concentra tra le 22 e le 2 del mattino, fascia oraria in cui la metropolitana risulta già chiusa o prossima alla chiusura. Questo comporta, secondo quanto riferito da operatori del settore alberghiero e della ristorazione consultati informalmente da Ditto, un aumento della domanda di trasporto privato e taxi, con conseguente pressione su un servizio che nei mesi estivi già fatica a rispondere alla richiesta.

«Capiamo il disagio di chi ogni sera si trova senza alternative, dei lavoratori dei locali e degli hotel che finiscono il turno a mezzanotte e non hanno modo di tornare a casa con un mezzo pubblico», dice Ditto, che propone un metodo concreto: «Chiediamo che entro il prossimo anno si costituisca un tavolo tecnico tra amministrazione comunale, ANM, Regione Campania e rappresentanti degli operatori turistici, con l’obiettivo dichiarato di estendere gli orari della metropolitana nei mesi di giugno, luglio e agosto. Non servono nuovi studi, servono decisioni e una data di verifica».

Ditto indica anche un metodo di monitoraggio: «Proponiamo che i risultati di questo lavoro vengano verificati pubblicamente entro la primavera del 2027, prima dell’avvio della prossima stagione estiva, così da avere il tempo per correggere eventuali criticità operative prima di agosto». Un approccio che, secondo l’imprenditore, permetterebbe di superare la logica dell’emergenza stagionale: «Napoli non può permettersi un’altra estate identica a questa. Il salto di qualità nella mobilità non è più rinviabile, ed è utile che ci sia una scadenza chiara su cui tutti possano essere chiamati a rispondere».

Per l’imprenditore, il nodo della mobilità si intreccia con quello, più ampio, della credibilità dell’offerta turistica napoletana: «Una città che investe nella promozione della propria immagine internazionale deve poi essere coerente nel garantire i servizi che quella stessa immagine richiede».

Ditto evita toni polemici nei confronti delle istituzioni cittadine, preferendo indicare passi operativi: «Mettiamo a disposizione, come categoria degli operatori dell’ospitalità, i dati sui flussi orari registrati nelle nostre strutture, utili a costruire un piano realistico degli orari. Non chiediamo un impegno generico, ma un percorso con tappe verificabili». Una prospettiva che si inserisce nel filone di proposte che l’imprenditore porta avanti da tempo sui temi della mobilità, dei rifiuti e dello sviluppo equo tra Napoli e la sua provincia.