La Dott.ssa Antonella Cortese, Psicologa e Criminologa, ha definito il femminicidio di Anguillara e la tragedia che ne è seguita, con l’arresto del marito e il suicidio dei suoi genitori, come l’espressione di un collasso psicologico ed emotivo a catena, un fenomeno complesso e ancora poco esplorato nel panorama clinico e criminologico. Secondo la Dott.ssa Cortese, non si tratta di eventi isolati né di una semplice escalation di violenza, ma di un unico sistema emotivo che implode progressivamente, trascinando con sé più identità e più generazioni. L’elemento centrale e inedito individuato è il ruolo della vergogna transgenerazionale, una forma di vergogna identitaria che non riguarda ciò che è stato fatto, ma ciò che le persone coinvolte sentono di essere diventate. Nel femminicidio, la vergogna si struttura attorno alla perdita di controllo sull’altro, al rifiuto e alla frattura del legame vissuta come annientamento del Sé, e quando non viene riconosciuta né elaborata può trasformarsi in violenza agita. L’arresto del marito rappresenta il crollo definitivo dell’identità individuale, ma è nel gesto estremo dei genitori che, secondo l’analisi della Dott.ssa Cortese, emerge una dinamica raramente analizzata: la vergogna familiare assoluta, in cui l’atto del figlio viene interiorizzato come fallimento totale del ruolo genitoriale e del proprio diritto a continuare a esistere nello sguardo sociale. In questa lettura, la vergogna non resta confinata all’individuo, ma diventa sistemica, chiude ogni possibilità di richiesta di aiuto e produce un annientamento psichico che può portare a esiti estremi. La Dott.ssa Antonella Cortese sottolinea come il caso di Anguillara evidenzi un problema strutturale mai messo realmente al centro del dibattito: la vergogna identitaria non intercettata è una delle emozioni più pericolose perché agisce nel silenzio, isola e spezza i legami prima ancora che la violenza diventi visibile. Questa prospettiva invita a ripensare radicalmente i modelli di prevenzione, spostando l’attenzione sull’ascolto precoce dei segnali di collasso emotivo e familiare, affinché tragedie come quella di Anguillara non continuino a ripetersi.
Cortese, Psicologa Criminologa: “Il femminicidio di Anguillara e il collasso emotivo transgenerazionale della vergogna”
