C’è una forza tellurica che attraversa la musica di Neré, una tensione che non si accontenta di abitare un genere, ma preferisce inventare un luogo dove le coordinate geografiche perdono senso per farsi pura emozione. Con il nuovo singolo “SONG”, in uscita il 24 luglio, l’artista partenopea, che ama definirsi La LOBA, non si limita a pubblicare un brano, ma chiude un cerchio iniziato nel 2022 per spalancare le porte a una nuova, necessaria fase creativa. Il segreto di questa operazione sta nel meticciato, in quel “global bass” dove la cultura di Napoli non è un limite, ma il trampolino per tuffarsi in un mare che non conosce confini.
Neré canta quella che definisce la “lingua del mare”: un impasto magico e naturale di napoletano, spagnolo e siciliano. È una lingua senza tempo, un richiamo ancestrale che si muove su un’architettura sonora dove la ghironda occitana dialoga con l’elettronica più visionaria e le pulsazioni latine.Ma la musica di Neré è anche un’esperienza fisica, un rito che ha già toccato i club di mezza Europa, da Berlino a Barcellona, portando sui palchi internazionali format che spaziano dal set solo con looping beat fino all’estasi collettiva del suo “Mystic Vocal DJ Set”. È un universo dove gli elementi della natura e le emozioni diventano vibrazione pura.
«No hay frontera, solo amore. El mundo es mi familia, tìa. Arricampati acà», recita il testo di “SONG”. In questo invito risiede tutto il manifesto artistico di una performer che usa la diversità come ricchezza e la discografia come un viaggio ininterrotto. Neré ci ricorda che, nel grande mosaico del Mediterraneo, siamo tutti parte di un’unica famiglia, pronti a ritrovarci sotto il segno di un ritmo che, dal 24 luglio, promette di non lasciarci più.
