Pubblico e privato in Sanità, la missione possibile di un nuovo patto

Il sistema sanitario nazionale è un diritto di tutti i cittadini e in Campania, in particolar modo, si è sviluppato attraverso una forte collaborazione tra pubblico, privato accreditato e non. E di questo equilibrio in Sanità si è discusso nel corso del forum che si è svolto presso il centro studi della Clinica Ruesch e durante il quale sono intervenuti numerosi esperti della materia.

“La sanità integrativa rappresenta un sostegno al sistema salute nei termini in cui non pesa sul bilancio pubblico ed offre la possiblità di sviluppare nuovi mercati offrendo un servizio di qualità ai pazienti.” Lo ha sottolineato Francesco Merlino, amministratore delegato della Clinica Ruesch prima di passare la parola a Roberto Dante Cogliandro, fondatore dell’AINC (associazione italiana dei notai cattolici) che ha introdotto il confronto fra gli operatori, sottolineando in particolar modo, “il momento molto delicato che sta attraversando la Sanità nella Regione Campania, dove più che mai c’è bisogno di un nuovo approccio che include una maggiore collaborazione tra settore Pubblico e Privato (accreditato e non).”

Sergio Crispino, presidente dell’AIOP Campania ha sviluppato il proprio intervento definendo “il ruolo del privato accreditato nel servizio sanitario della Campania e fornendo molte indicazioni sulle problematiche, in particolare economiche e organizzative, che rappresentano la difficoltà delle strutture sanitarie private accreditate e che hanno raggiunto un punto nel quale bisogna arrivare definire con più precisione i rapporti con la Regione Campania”. E sulle stesse corde si è diffuso il discorso di Vincenzo Schiavone presidente LND, Pineta Grande hospital, primo presidio ospedaliero privato accreditato della Campania che non ha potuto che rilevare “le numerose criticità di questa fase di avvio della nuova legislatura regionale che inevitabilmente si riverbera sulla qualità del servizio fornito ai cittadini”.

Un confronto che ha visto l’importante intervento del sostituto procuratore di Napoli nord Cesare Sirignano sui temi della “prevenzione e della trasparenza dei rimedi contro i rischi di infiltrazione mafiosa nel sistema proprio per garantire a tutti i cittadini di poter godere al meglio delle prestazioni dovute dal servizio sanitario nazionale”. Un servizio che è fortemente segnato, in Campania, dall’intervento delle strutture e delle organizzazioni del settore privato, in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue declinazioni, e che oggi punta a una svolta non solo per ridurre le liste di attesa, ma per fare anche un ulteriore salto di qualità nel servizio, soprattutto per i malati più gravi.

Tema che ha affrontato anche Angelo Coviello IGB, broker Regione Campania che ha messo a confronto “la necessità di un servizio sanitario adeguato e la legge 24/17 e la tutela dei rischi per le strutture sanitarie che dunque necessitano anche di adeguate assicurazioni per poter essere garantite sul mercato”.

Infine una riflessione di Loredana Raia, presidente della commissione Sanità della Regione Campania partendo dalla necessità di forte collaborazione dei vari protagonisti della sanità: “L’età anagrafica della nostra popolazione e la mortalità prematura purtroppo rappresentano uno dei problemi per quanto riguarda l’assegnazione delle risorse nazionali e sarebbe invece utile lavorare insieme per riequilibrare e costruire insieme soluzioni per evitare la migrazione sanitaria o la questione delle liste d’attesa. Una delle priorità è certamente curare i più fragili, ricordando che, di quei sei milioni di persone che in Italia rinunciano a curarsi, larga parte sono al Sud e in Campania. Dunque mettendo sempre più al centro il paziente potremo, anche grazie alla fine del commissariamento e del piano di rientro, trovare un giusto equilibrio tra pubblico e privato per combattere le numerose criticità che certamente non possiamo negare”.

Un confronto dunque ricco di cifre e di commenti e con la partecipazione molto qualificata del pubblico che ha affollato la sala del centro studi della Clinica Ruesch.

Nella foto Francesco Merlino, Sergio Crispino, Vincenzo Schiavone e Roberto Dante Cogliandro.