Napoli Centrale, il restyling per l’America’s Cup fa tremare l’occupazione: a rischio i 29 del Burger King. I sindacati: “Serve un tavolo permanente”

L’ombra dei licenziamenti si allunga sui binari della Stazione Centrale di Napoli. Il grande progetto di riqualificazione degli spazi commerciali del Fabbricato Viaggiatori, un restyling accelerato anche in vista del palcoscenico internazionale dell’America’s Cup, rischia di presentare un conto salatissimo sul fronte occupazionale. A farne le spese, in questa prima fase, sono i 29 dipendenti del punto vendita Burger King, travolti dalla risoluzione del contratto di locazione voluta da Grandi Stazioni Retail alla fine dello scorso anno.

Una doccia fredda che ha portato alla cessazione delle attività del fast food e all’immediato avvio della procedura di licenziamento collettivo. I lavoratori, tuttavia, non ci stanno e da giorni presidiano i locali in un’assemblea permanente che è diventata il simbolo di una vertenza delicatissima per il tessuto sociale partenopeo.

Il vertice in Prefettura La vertenza è approdata oggi ai tavoli della Prefettura di Napoli. Un incontro che le segreterie regionali di Filcams CGIL e Uiltucs UIL hanno definito «un passaggio importante», sottolineando un dato politico e istituzionale di rilievo: per la prima volta, faccia a faccia, c’erano tutti i soggetti coinvolti. Dalla Prefettura alla Regione Campania, passando per il Comune di Napoli, i vertici di Grandi Stazioni e, naturalmente, le sigle sindacali. Una convergenza ritenuta essenziale per non lasciare i lavoratori soli di fronte a dinamiche aziendali che li sovrastano.

Le richieste: non solo emergenza, serve visione La linea tracciata dai sindacati è chiara e non si ferma alla sola emergenza del fast food. Filcams CGIL e Uiltucs UIL hanno chiesto formalmente l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio. L’obiettivo è duplice: da un lato disinnescare la bomba sociale dei 29 esuberi del Burger King, chiedendo a Grandi Stazioni Retail di garantire la continuità lavorativa e salariale per tutto l’organico; dall’altro, vigilare sull’intero processo di riorganizzazione della stazione.

Il timore, infatti, è che il “nuovo volto” di Napoli Centrale possa mietere altre vittime tra chi, in quegli spazi, ci lavora da anni. La riqualificazione e gli eventi internazionali rappresentano un volano di sviluppo imprescindibile per Napoli, ma il messaggio emerso oggi dalla Prefettura è inequivocabile: il progresso e il rilancio dell’infrastruttura non possono, e non devono, tradursi in una macelleria sociale. Il dialogo è aperto, ma il tempo per trovare una soluzione stringe.