Manifestazione di solidarietà per il personale sanitario dei pronto soccorso vittima di violenze

Manifestazione di solidarietà per il personale sanitario dei pronto soccorso vittima di violenze. La testimonianza di un OSS sulle violenze al pronto soccorso dei Pellegrini:” Non ci sentiamo affatto tutelati, chiediamo di poter lavorare senza rischiare la vita.” Borrelli: “vogliamo sicurezza per il personale sanitario, chiediamo i presidi di Polizia all’interno dei pronto soccorso.”

Durante la mattinata del 2 marzo, all’Ospedale dei Pellegrini, si è svolta una manifestazione di solidarietà nei confronti del personale medico che opera nei pronto soccorso, vittima continuamente di minacce ed aggressioni organizzato dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e da cittadini e operatori sanitari. Diversi striscioni e cartelli hanno accompagnato il flash mob nelle strutture del Pellegrini, alcuni tra gli slogan riportati: “Giù le mani. Il personale del pronto soccorso non si tocca”; “Più sicurezza meno parole” ; “Basta la violenza al pronto soccorso, “Chi devasta un ospedale devasta la salute di tutti i cittadini”; Rispetto e solidarietà per gli operatori
Da già diverso tempo I Verdi chiedono la tutela e la sicurezza dei pronto soccorso ma dopo i fatti della notte tra il 29 febbraio ed il 1 marzo, quando l’ospedale dei Pellegrini di Napoli si è trasformato in un set di violenza e terrore a causa dei famigliari e degli amici di Ugo Russo, il 15nne cha ha tentato la rapina ad un a carabiniere, hanno deciso di chiedere a gran voce interventi immediati e concreti.
La situazione di enorme difficoltà che vive il personale sanitario che opera all’interno dei pronto soccorso può essere sintetizzata dalle parole dell’operatore socio sanitario Giuseppe Tamaggio, dipendente di una cooperativa sociale che ha in appalto il servizio ASL, che era di turno quando il 15nne Ugo Russo è stato trasportato al Pellegrini:” Alle 1,20 è arrivata l’ambulanza con a bordo il ragazzo ferito, scortata da un’auto delle forze dell’ordine. Da lì in poi, fino alle 6,30 è stato un delirio continuo, i parenti e gli amici del giovane hanno per tutto il tempo aggredito verbalmente e anche fisicamente tutti noi membri dello staff medico e riversato violenza nei confronti delle strutture e delle attrezzature del pronto soccorso. In quella confusione e in quelle condizioni di forte pressione psicologica dovevamo occuparci del ragazzo, in gravissimi condizioni, e anche degli altri pazienti ricoverati che in seguito al caos venutosi a creare hanno cominciato a star male in modo notevole. Anche le forze dell’ordine li presenti non hanno potuto tutelarci, non hanno potuto fare altro che assistere alla scena. E’ stata un’esperienza allucinante, ci ha sconvolti tutti, faccio fatica a parlarne e credo che non riuscirò mai più cancellare questi ricordi dalla mia mente. Non ci sentiamo affatto tutelati, chiediamo di poter lavorare senza rischiare la vita.”
“Oggi siamo qui a manifestare contro questa indicibile violenza nei confronti del personale sanitario che tutti i giorni si adopera nel salvare vite umane. Chi aggredisce i medici, gli infermieri e gli oss, che svolgono un lavoro di primaria importanza, è un criminale che deve essere duramente colpito, chi distrugge una struttura di pronto soccorso toglie dei servizi ai cittadini e allora dobbiamo fermare questa ondata di violenza. Chiediamo a gran voce la sicurezza dei pronto soccorso, chiediamo che il personale sanitario possa lavorare senza dover temere per la propria incolumità e per la propria vita, per questo chiediamo dei presidi fissi di forze dell’ordine all’interno dei pronto soccorso. Al Pellegrini finalmente c’è una volante fissa, adesso vogliamo lo stesso in ogni pronto soccorso cittadino” – ha dichiarato il Consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, membro della Commissione Sanità.