I Papiri di Ercolano, carbonizzati durante l’eruzione del Vesuvio, tornano leggibili grazie alla tecnologia

Postato da Redazione il 11/10/2019 alle 17:10 - Articolo letto

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La ricerca guidata dal Cnr-Iliesi, in collaborazione con la  Biblioteca di Napoli, ha riportato alla luce l’antico testo greconascosto sul retro di papiro srotolato rivelato mediante imaging iperspettrale a onde corte e infrarossi.

Un rotolo di papiro ritrovato nella Villa dei Papiri a Ercolano, carbonizzato dall'eruzione del 79 a.C. torna leggibile grazie ad una serie di tecnologie non invasive a spettro infrarosso a onda corta. E' il risultato della ricerca portata avanti nella biblioteca nazionale di Napoli da un team internazionale coordinato da Graziano Ranocchia, dell'Istituto per il lessico intellettuale europeo e storia delle idee del Cnr. Il lavoro, pubblicato su Science Advances, ha portato il gruppo alla decifrazione del testo greco nascosto sul verso della celebre Storia dell'Accademia di Filodemo di Gadara (110-40 a.C.), uno dei 1840 rotoli conservati dalle ceneri del Vesuvio, nonché parte di un'opera più ampia intitolata Rassegna dei Filosofi, la più antica storia della filosofia greca in nostro possesso.
    "Abbiamo letto testi - spiega Ranocchia - che erano persi da secoli, questa straordinaria collezione ci trasmette opere inedite di illustri filosofi greci come Epicuro e Crisippo". Solo pochi rotoli di Ercolano mostrano scritte sul retro. Dato che i papiri srotolati sono incollati permanentemente su cartone, finora questo fatto ci era noto solo da disegni del 18 ° secolo. L'applicazione di imaging iperspettrale (HSI) a infrarossi a onde corte (SWIR; 1000-2500 nm) a uno di essi (PHerc. 1691/1021) ha rivelato parti di testo greco nascoste sul retro più di 220 anni dopo la loro prima scoperta, permettendo di recuperare questa fonte primaria per la nuova edizione in corso di questo prezioso libro. SWIR HSI ha prodotto un migliore contrasto e leggibilità anche sull'ampio testo conservato sul davanti rispetto alla precedente imaging di papiri di Ercolano a 950 nm (impropriamente chiamata imaging multispettrale), con un impatto sostanziale sulla ricostruzione del testo. Molto spesso i rotoli greco-egizi, venivano riutilizzati anche nel verso. “Dei 1840 papiri greco-ercolanesi, catalogati e custoditi presso l’Officina dei Papiri della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli, solo otto sembrano avere questa caratteristica – aggiunge il ricercatore – La tecnica utilizzata riesce a penetrare in profondità negli strati di materiale, diversamente dalla fotografia a infrarossi a 950 nanometri finora messa in campo per questo tipo di studi”. Gli esperimenti di hyperspectral imaging, inquadrati nel progetto Marie Skłodowska-Curie IF 703798-AcadHist ospitato dal Cnr-Iliesi, sono stati eseguiti a febbraio dell’anno scorso presso la Biblioteca Nazionale di Napoli mediante laboratori mobili del Cnrs/Museo di Storia Naturale di Parigi messi a disposizione dalla piattaforma Molab dell’infrastruttura di ricerca europea Iperion Ch e rientrano nella Convenzione operativa tra Cnr e Biblioteca Nazionale di Napoli, concernente l’applicazione di avanzate tecniche chimico-fisiche alla lettura e analisi non-invasiva di manoscritti e papiri. Questi risultati promettenti confermano l'importanza delle tecniche avanzate applicate ai papiri carbonizzati antichi e aprono la strada a una migliore indagine su centinaia di altri papiri simili.

R.D.A.

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