Pensieri sul Napoli

Postato da Redazione il 20/11/2011 alle 18:11 - Articolo letto

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Chissà perchè proprio stasera mi sento in vena scribacchina... Dovrei essere innervosito, rabbuiato, quantomeno deluso per il risultato ad occhiali.  Forse lo faccio perchè mi sento finalmente ridimensionato, tornato con i piedi per terra e alla fine di un sogno... Sí, perchè tornando dall'adorato e malandato S. Paolo ne sento di tutti i tipi... Il Napoli a stento si salverà, Mazzarri non arriverà a mangiare il panettone, odo addirittura chi inneggia a Pierpaolo Marino come il piú grande direttore sportivo della storia del Calcio Napoli... Oddio,  perchè mi devo trovare in un manicomio simile? Perchè un mese fa, dopo quel di Milano, mi trovavo a tifare per il Napoli piú forte di sempre ed oggi, invece,  al centro delle critiche? Ecco, questo è il quid, quel minus che ci rende terribilmente simili alla piazza di Roma.  L'isterismo cosmico! Calma, signori. Non vi innervosite... Pensate che sto per scrivervi che ci risolleveremo? Che vinceremo il campionato? No, assolutamente no.  Il valore del Napoli temo sia questo.  Niente piú zona Mazzarri, niente piu' calcio champagne e nemmeno spumantino, niente piú Cavani che butta dentro anche le bottigliette vuote che mancano i guardalinee che sbandierano allegramente fuorigioco inventati, come quello della serata appena trascorsa. Perdonate il mio pessimismo leopardiano, ma riflettete un minutino...  L'anno scorso ci è andato bene tutto e storto quasi niente... Non che non abbiamo meritato il terzo posto, ma se Udinese e Lazio ci fossero passate davanti sul rush finale nesssuno si sarebbe messo sulle ginocchia invocando lo scandalo. La mia preoccpazione, adesso, riguarda il giorno dopo martedí... Torneremo con i piedi per terra (detto per inciso: quelli di Manchester giicano a Calcio, quello con la C cubitale), giú con le critiche feroci di quelli che all'improvviso scopriranno che non vinceremo la coppa dalle Grandi Orecchie e non avremo piú nemmeno l'alibi dell'impegno di Champions. Quello stesso impegno che qualunque squadra vivrebbe in modo quantomeno tranquilllo ed a coronamento di uno strepitoso campionato precedente, qui in cittá si vive come una iattura, una peste dalla quale scansarsi e guarire al piú presto, alla faccia dei tutto esaurito e delle code interminabili per un tagliando. Insomma, siamo piccoli. O non ancora grandi, fate voi. Mentalmente non attrezzati per giocare sui due fronti principali, volendo tralasciare la coppetta Italia, che a mio parere ci vedrà comunque perlomeno finalista in quel di Roma. Cresciamo, tifosi azzurri, cresciamo. Trentunmila spettatori per la sfida con la capolista non è da Napoli. E non mettiamo in mezzo la crisi, gli spread ed il debito pubblico. Si sono persi i veri obiettivi, ma soprattutto le vere dimensioni... Avanti Napoli, continua a crescere, anche mezzo passo alla volta, e non ti curar degli isterici... Quelli non vogliono il tuo bene... Fabio Capece Minutolo

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