Vomero: intitolata a Giancarlo Siani “La Piazza della Legalità”

Al Vomero, sabato 26 novembre 2011, sarà intitolata una piazza a Giancarlo Siani, il giornalista de “Il Mattino” ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in occasione dell’inaugurazione della nuova biblioteca del Palazzo di Giustizia di Napoli intitolata a Girolamo Tartaglione, il magistrato il cui assassinio fu rivendicato dalle Brigate Rosse nell’ ottobre del ’78, ha ricordato che il progetto sarà ambizioso e ricco di iniziative che coinvolgeranno tutta la cittadinanza.   Questo sabato, infatti, sarà esposta la macchina di Giancarlo per tutto il giorno e  sarà lanciato un concorso che coinvolgerà i giovani sul tema della legalità.

Il largo scelto per questa importante onorificenza  sarà la rotonda di Via Caldieri, nel quartiere Vomero. Secondo De Magistris, la legalità  è qualcosa di profondo, che parte dal cuore di ogni cittadino che crede nei valori della  Costituzione e nei sacrifici di ogni giorno, proprio per questo, aggiunge, abbiamo deciso di onorare chi ha donato la vita per i propri valori come Siani e Tartaglione.

Oggi, purtroppo, in un mondo superficiale ed individualista, per difendere i valori portanti di alcune professioni o scelte di vita, si pagano prezzi altissimi. La cittadinanza “attiva” partenopea,conclude il sindaco, unitamente all’amministrazione partirà il 26 novembre  con l’appuntamento dedicato a Siani per rinnovare il proprio “si” a tutta una serie d’iniziative volte a migliorare la vivibilità contrastando l’illegalità della nostra città. Uniti si può, questo è il motto che deve spingerci a lavorare affinchè Napoli torni ad essere la meravigliosa città che tutto il mondo ci invidia dal punto di vista storico, architettonico e naturalistico.

About Dario Aloja

Nato a Napoli, nel 1982, nel quartiere "Arenella", a metà strada tra il centro storico e la moderna zona collinare, Dario Aloja vive, da subito, le forti contraddizioni di una città divisa tra le nostalgie di un passato di capitale europea e un presente di metropoli labirintica, che ingoia sogni e speranze delle nuove generazioni. Come tanti giovani del terzo millennio, Dario avverte l'abisso che divide l'odierno modello capitalistico, che mondializza i totem tecnologici di una società alienante e disumanizzante, e le ragioni del cuore, il bisogno di gridare al mondo le esperienze del proprio vissuto, le emozioni dell'incontro con "l'altra metà del cielo". E questo magma incandescente di pulsioni, stati d'animo, sentimenti, affiora in superficie, diventa sfogo lirico, si fa "Pelle Libera".

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