“Napoli Film Festival” e “Venezia a Napoli. Il cinema esteso” presentano Amos Gitai a Napoli

Postato da Redazione il 16/09/2015 alle 18:09 - Articolo letto 875 volte.

Il regista israeliano Amos Gitai presenterà il 2 ottobre a Napoli in esclusiva italiana il suo ultimo film, Rabin the last day, già in concorso alla 72esima Mostra del cinema di Venezia: la serata speciale nell’ambito del 17 Napoli Film Festival (28 settembre – 4 ottobre) è un’anteprima di Venezia a Napoli. Il cinema esteso (V edizione 22 – 25 ottobre) e si svolgerà al cinema Metropolitan alle ore 20.30.

Nell’idea di una condivisione delle occasioni per il cinema di qualità a Napoli – annunciano Antonella Di Nocera e Mario Violini, curatori dei rispettivi eventi – le due rassegne si uniscono per presentare al pubblico napoletano un film importante su un momento storico che ha segnato un cambio di epoca nella politica e nelle vicende del Medio Oriente. Il maestro Gitai ha ricostruito, con documenti e testimonianze, le ultime ore che hanno preceduto l’assassinio in piazza del leader politico che aveva iniziato un processo di pace tra Israele e Palestina, dialogo mai più ripreso e che avrebbe potuto cambiare le sorti della politica internazionale“.

Venezia a Napoli. Il cinema esteso

L’opera che a Venezia ha ottenuto un grande successo di pubblico e critica, rientrando tra i film preferiti nelle classifiche di gradimento, non ha al momento ancora una distribuzione italiana. “Anche per questo abbiamo voluto fortemente la serata napoletana – spiega Di Nocera – erano anni che cercavo di costruire un progetto d’incontro tra Napoli e il maestro Gitai e dopo l’incontro in questi giorni al Lido di Venezia il maestro ha assicurato la sua presenza per la serata: proporremmo la stessa copia di Rabin the last day in lingua originale con sottotitoli e ci auguriamo il massimo coinvolgimento del pubblico cittadino e anche delle comunità israeliane e palestinesi presenti a Napoli“.

Quando fai un film tu hai l’opportunità di mettere le tue interpretazioni personali: una volta finito lo spettatore ne è un buon interprete come lo sono io – afferma Amos Gitai – E comunque i migliori film che ho visto come spettatore cominciano quando il film finisce. Significa che cammini e vedi le scene, le interpreti, ci pensi ancora. Posso vedere un film su un aereo e il giorno dopo neanche ricordare cosa ho visto. Questo è un progetto che lascia tracce nelle menti della gente che lo vede. E sono contento di portarlo al pubblico di Napoli“.

Amos Gitai a Venezia

Note sull’autore
Amos Gitai regista, sceneggiatore, attore e architetto israeliano, è autore di numerosissimi film e documentari che hanno attraversato il mondo del cinema fin dagli anni Settanta. Figlio di padre tedesco, architetto del Bauhaus, fuggito dalla Germania nazista e stabilitosi in Palestina nel 1934 e di madre nata in Palestina, all’inizio del secolo, da genitori di origine russa, Amos Gitai partecipa come riservista alla guerra del Kippur del 1973 nel corso della quale sopravvive all’abbattimento dell’elicottero su cui viaggiava. Proprio durante i voli in elicottero perfeziona la qualità delle sue riprese con la Super 8.
Dopo aver realizzato documentari per la Tv israeliana, con cui ebbe problemi con la censura, è in esilio dal suo paese per circa un decennio e realizza appunto la trilogia dell’esilio Esther (1984), Berlin-Jerusalem (1989), Golem – Lo spirito dell’esilio (1992).
Vi ritorna nel 1995, sempre vivendo tra Tel Aviv e Parigi e da allora realizza numerose opere con cui si afferma come grande regista di fama internazionale tra cui War and Peace in Vesoul, (1997), Giorno per giorno (Yom Yom) (1998), A House in Jerusalem (1998), Kadosh (1999) Kippur (2000), Eden (2001), 11 settembre 2001 (2002), Terra promessa (2004), Free Zone (2005), Plus tard (2008), Carmel (2009), Lullaby to my father (2011), Ana Arabia (2013), Tsili (2014).

Vengo da una famiglia in cui il cinema non era considerato una grande arte… Durante la guerra del Kippur il mio elicottero fu colpito. Il mio compagno che era seduto come stiamo noi due adesso, a circa un metro e mezzo da me, fu decapitato da un missile siriano, che penetrò il nostro elicottero. Mi venne detto nel linguaggio molto asciutto dell’esercito che, statisticamente, il fatto che fossi vivo, era considerato un’eccezione. Allora decisi di sfruttare questo errore statistico e di dire un paio di cose che avevo dentro e che mi turbavano“. (cit. Intervista Raro video)

Per ulteriori informazioni: www.napolifilmfestival.com

Ester Veneruso

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