Serata nera a Torino: un Napoli incerottato cede alla Juve nella ripresa, finisce 2-0

Una notte amara, piena di rimpianti e segnata da pesante sfortuna e troppa passività nei momenti chiave. All’Allianz Stadium il Napoli cade 2-0 contro la Juventus in una sfida che lascia in dote un bilancio pesante per il gruppo azzurro, oltre allo zero nella casella dei punti, pesano gli infortuni capitati durante la gara e una gestione dei dettagli difensivi che nel secondo tempo è costata chiaramente il match.
In panchina, a causa della squalifica di Massimiliano Allegri, si è seduto il vice Marco Landucci per guidare un Napoli chiamato a gestire un’emergenza rosa sempre più complessa.

L’avvio di gara del Napoli rispecchia il piano tattico studiato alla vigilia, blocco medio, densità in mezzo al campo con il trio Anguissa-De Bruyne-McTominay e ripartenze rapide a sfruttare la stazza di Lorenzo Lucca. Ed è proprio l’attaccante azzurro ad avere sui piedi e sulla testa la palla del vantaggio, superato Bremer nello stacco aereo su pennellata dalla trequarti di Politano, il centravanti indirizza bene a rete ma trova sulla sua strada un intervento prodigioso di Vicario, bravo a togliere la palla dall’incrocio. Dopo qualche minuto, gli azzurri si rendono di nuovo pericolosi, con una bella giocata di Anguissa, che con il tacco serve Lang, ma sbaglia clamorosamente, calciando il pallone alle stelle.
Il Napoli regge bene l’urto, limita le incursioni bianconere sui fianchi e si difende con ordine. I guai veri per la panchina partenopea iniziano però negli spogliatoi durante l’intervallo. Nel corso dei primi 45 minuti sia Kevin De Bruyne (distorsione alla caviglia dopo un contrasto a metà campo) sia Giovanni Di Lorenzo (forte contusione) alzano bandiera bianca. All’uscita dagli spogliatoi Landucci è costretto a spendere subito due slot, inserendo Gilmour in cabina di regia e Rrahmani (a mezzo servizio) nella linea difensiva, rispostando Marianucci a destra.
Le modifiche forzate spezzano il ritmo e le geometrie degli azzurri. Con l’ingresso di Zhegrova da una parte e la stanchezza che affiora dall’altra, la Juventus guadagna metri. Il Napoli si abbassa progressivamente, lasciando spazio alla manovra avversaria e finendo per schiacciarsi troppo a ridosso dei venti metri.
La punizione arriva puntuale al minuto 70. Su un’azione insistita di Zhegrova sulla destra, la difesa partenopea si posiziona dentro l’area anziché uscire ad accorciare sul portatore. Alajbegovic ha tutto il tempo di sistemarsi la sfera e lasciar partire un destro potente e preciso che sbatte sul palo prima di insaccarsi alle spalle dell’incolpevole Meret. È l’episodio che rompe l’equilibrio e costringe il Napoli a inseguire.
La reazione azzurra è condizionata dalla frenesia e dalla mancanza di lucidità. A complicare definitivamente i piani ci pensa l’episodio del 75′, Marianucci, già ammonito nel primo tempo, commette un’ingenuità facendosi sorpendere in ritardo su Koopmeiners. Il secondo giallo è inevitabile e lascia il Napoli in dieci uomini nel quarto d’ora finale.
In inferiorità numerica e con le energie al limite, le speranze di rimonta si spengono del tutto. Landucci prova a inserire Vergara per dare freschezza, ma all’87’ la Juventus chiude i conti, scarico al limite dell’area per il subentrato Boga, che inventa una parabola a giro perfetta verso il secondo palo su cui Meret non può arrivare.
Un 2-0 severo nei numeri ma che evidenzia i problemi attuali del Napoli, una rosa martoriata dalle defezioni fisiche e una fragilità psicologica emersa non appena il livello di pressione è salito. Se nella prima frazione la tenuta difensiva aveva garantito equilibrio, nella ripresa è mancata la capacità di alzare il baricentro e francobollare i tiratori avversari dal limite. Per Allegri e il suo staff sarà fondamentale recuperare al più presto gli infortunati e lavorare sulla tenuta mentale in vista dei prossimi impegni ravvicinati.
Tra due giorni c’è la Champions, e domenica il lunch match al Maradona contro una Lazio che viaggia a ritmi elevatissimi. Allegri dovrà ridisegnare e studiare al meglio la formazione con gli uomini rimasti a disposizione. Comincia una settimana che può quasi certamente diventare il crocevia dell’anno.

Renato Muto