Volevate gli xG, volevate i gol, volevate le giocate, volevate il Napoli d’attacco. Eccolo. A Monza gli azzurri vincono 4-1, un risultato importante che nasce però da una partita altalenante, a tratti strana, più complicata di quanto racconti il punteggio.
Il primo tempo parte forte: gol di Højlund, poi Politano non approfitta di uno svarione brianzolo. Il pareggio arriva con Varela, attaccante portoghese del Monza che aveva già messo in difficoltà la retroguardia azzurra. Dopo la rete il Napoli resta per qualche minuto spaesato, stranito. Non in affanno, ma in cortocircuito, con errori e svarioni di troppo. Ad esempio non si è visto un grande McTominay, anche se come al solito è uscito alla distanza.
La ripresa è un’altra gara. Milinković-Savić salva su un tiro da fuori con una manona anche su un tiro da lontano. Poi il Napoli punisce ancora la difesa di casa e stavolta Politano la mette dentro. Da lì inizia la goleada: Rafa Marín di testa firma il 3-1 e con l’ingresso di De Bruyne arriva anche il poker. Un Napoli più sereno dopo aver trovato la rete, contro una squadra che in questo avvio ha già subito oltre venti gol.
Capitolo Varela: è un giocatore molto interessante e a gennaio andrei a prenderlo di corsa. Non è detto che il Monza lo molli, visto che gli servirà per provare a salvarsi.
Plauso ad Anguissa, bistrattato nelle ultime settimane e addirittura nei mesi scorsi, ma che piano piano sta trovando la forma giusta. Bene anche Rafa Marín, pur con qualche sbavatura. Rrahmani è stato sostituito da Marianucci: speriamo sia solo il recupero dall’influenza.
Un grosso in bocca al lupo a Lobotka, che si è toccato subito la caviglia. Non è chiaro se sia grave: le prossime ore diranno di più, sicuramente un trama contusivo-distorsivo.
Domenica c’è la Juve, reduce dal ko di Genova. Il Napoli può provare a dare una “mazzata” a Spalletti, in senso strettamente sportivo. Restano meccanismi da oliare, ma questo Napoli vince, convince ed è finalmente il nostro Napoli.
