Dal ritiro della nazionale belga negli Stati Uniti arrivano nuove e rilevanti dichiarazioni sul momento delicatissimo che sta attraversando Romelu Lukaku all’ombra del Vesuvio. A prendere la parola è il connazionale Kevin De Bruyne che, reduce a sua volta da un lungo infortunio, ha analizzato la situazione di Big Rom con grande lucidità.
“Due prospettive diverse non aiutano”
Il centrocampista belga non si è sottratto alle domande dei cronisti, mettendo in luce le problematiche legate alla gestione fisica dell’attaccante e alle pressioni della piazza partenopea:
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L’ambiente: “A Napoli c’è sempre tanto rumore, ogni cosa viene inevitabilmente amplificata. Non conosco i dettagli interni, ma è chiaro a tutti che la situazione di Rom sia complicata. Spero torni in campo il prima possibile”.
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Il recupero fisico: De Bruyne ha tracciato un parallelo con il proprio infortunio, evidenziando una criticità fondamentale: “Io ho svolto una riabilitazione completa in Belgio. Lui, invece, l’ha divisa a metà tra Anversa e Napoli. Quando ci si trova a gestire due prospettive di lavoro diverse, collaborare diventa difficile. Sicuramente non è l’ideale per tornare al top”.
Rassicurando poi sulle proprie condizioni (“Mi sento bene, mi alleno da quattro settimane e ho già giocato più del previsto”), De Bruyne ha di fatto acceso i riflettori su uno dei nodi cruciali della rottura tra Lukaku e il club azzurro.
La mediazione fallita e il pugno duro del Napoli
Se in Nazionale c’è chi lo difende, a Castel Volturno il clima resta teso e i margini di ricucitura sembrano assottigliarsi ogni ora di più.
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Il vertice: L’agente dell’attaccante, Federico Pastorello, ha cercato di ammorbidire le posizioni, tentando una mediazione diretta con il Direttore Sportivo Giovanni Manna. Un tentativo che, al momento, non ha portato a nessuna fumata bianca.
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La linea della società: Forte di una visione totalmente condivisa tra dirigenza e staff tecnico, il Napoli non arretra di un millimetro. Il club ha scelto di anteporre il rispetto delle regole e la disciplina del gruppo a qualsiasi altra logica, compresa quella economica.
L’ombra del Mondiale sull’addio
Alla base di questo scontro frontale restano le impellenti motivazioni sportive del giocatore. Lukaku ha un obiettivo chiaro in testa: ritrovare la condizione ottimale per affrontare le ultime battute della stagione, ma soprattutto per farsi trovare pronto al Mondiale di giugno. Un appuntamento irrinunciabile, che con ogni probabilità rappresenterà il suo atto conclusivo con la maglia dei Diavoli Rossi.
Questa urgenza personale ha però incrinato definitivamente i rapporti con la società partenopea. Nonostante i contatti istituzionali rimangano attivi, l’aria che si respira è quella di una frattura insanabile. Più che un’ipotesi, l’addio di Lukaku al Napoli sembra ormai solo una questione di tempo.
