L’Italia a tavola a Berna, Dolce Vita protagonista della sesta tappa del Festival della Cucina Italiana in Svizzera

BERNA – La cucina italiana supera i confini quando riesce a mantenere salde le proprie radici e, allo stesso tempo, a confrontarsi con nuove culture. È questo il filo conduttore della sesta tappa del Festival della Cucina Italiana in Svizzera, che il 31 ottobre ha fatto tappa a Berna, da Dolce Vita, protagonista di una serata di successo all’insegna della convivialità, della qualità delle materie prime e del valore delle identità gastronomiche italiane.

In Scheibenstrasse 25, il ristorante diretto da Consiglia Maria Pellegrino ha accolto l’appuntamento del Festival portando al centro una proposta che unisce pasta fresca fatta in casa, pizza artigianale, specialità vegetariane e carni alla griglia. Una cucina riconoscibile, costruita sulla selezione degli ingredienti e sul rispetto della tradizione, con uno sguardo rivolto alle esigenze di una clientela internazionale.

A guidare il lavoro in cucina è lo chef Emmanuele Guarino, affiancato nel comparto pizza dai pizzaioli Giuseppe Pellegrino e Alex Vicente. Una squadra che interpreta quotidianamente il valore della cucina italiana attraverso preparazioni capaci di coniugare memoria gastronomica, cura tecnica e attenzione al prodotto.

«Cerchiamo di portare in tavola la vera cucina italiana, a partire dalle materie prime che, soprattutto all’inizio, abbiamo dovuto far conoscere a una clientela abituata a prodotti e consuetudini diverse – spiega Consiglia Maria Pellegrino –. Vivendo e lavorando in Svizzera da tredici anni, sappiamo però che è importante essere flessibili e creare un incontro tra culture, senza rinunciare mai alla nostra identità».

Una visione che riflette lo spirito del Festival: valorizzare il patrimonio gastronomico italiano attraverso chi lo interpreta ogni giorno, anche lontano dal Paese d’origine. Per Dolce Vita, questa esperienza si inserisce in una fase di crescita, segnata dal recente trasferimento in una sede più ampia e dall’allargamento della squadra, mantenendo salda la gestione familiare. La carta segue la stagionalità e si arricchisce di proposte giornaliere, in un equilibrio tra ricette della tradizione e sensibilità contemporanea.

La serata di Berna ha offerto anche l’occasione per approfondire due visioni della cucina italiana, accomunate dal legame con il territorio e dalla volontà di evolvere attraverso la ricerca: quelle del pizza chef Emanuele Riemma e dello chef Riccardo Sculli, protagonisti con le rispettive esperienze professionali di una riflessione sul presente e sul futuro della gastronomia italiana.

«La mia idea di pizza nasce dall’incontro tra tecnica, ricerca e rispetto per la tradizione. È il risultato di un percorso di studio e sperimentazione che parte dall’impasto, dalla gestione dei tempi e dalla ricerca di un equilibrio tra leggerezza, struttura e intensità aromatica. Da questa filosofia di lavoro nasce il Metodo Riemma, fondato su una convinzione precisa: la cucina italiana può rinnovarsi senza perdere le proprie radici», afferma Emanuele Riemma.

Il pizza chef sottolinea il valore del confronto con territori e sensibilità differenti, mantenendo forte il legame con la Campania. «La pizza rappresenta perfettamente questa capacità di unire identità e ricerca. Ha una storia e una cultura ben definite, ma continua a rinnovarsi attraverso il confronto con territori, ingredienti e sensibilità differenti. È con questo spirito che partecipo al Festival della Cucina Italiana in Svizzera: un’occasione per portare la mia idea di pizza e confrontarmi con professionisti e realtà diverse. Proprio attraverso la condivisione di esperienze e visioni, la cucina italiana continua a crescere, valorizzando la propria identità anche oltre confine».

Il tema dell’identità territoriale torna anche nelle parole dello chef Riccardo Sculli, che individua nella qualità delle materie prime e nella conoscenza delle proprie origini i fondamenti del lavoro in cucina.

«Per me la cucina italiana è un legame profondo con il territorio, è la sintesi della storia, della cultura e della tradizione del nostro Paese. Non è una cucina unica, ma l’insieme di identità territoriali diverse che danno vita a una ricchezza gastronomica riconosciuta nel mondo. Vengo da una famiglia di ristoratori, sono alla seconda generazione, e mi hanno sempre insegnato la ricerca della qualità, puntando sulle materie prime».

Una filosofia che si traduce in piatti nei quali il territorio rimane protagonista, interpretato con un linguaggio attuale. «All’interno dei miei piatti c’è sempre identità territoriale: racconto ciò che mi circonda come fa uno scrittore con un libro o un artista con un quadro. Lo faccio rispettando la tradizione, ma dando alla ricetta una veste contemporanea, nel rispetto delle radici e della cultura del territorio. La tecnica è fondamentale e la utilizzo per esaltare il più possibile la qualità degli ingredienti, che parlano del luogo».

La tappa di Berna conferma così la vocazione del Festival della Cucina Italiana in Svizzera, ideato, organizzato e diretto da Carla Botta, a creare connessioni tra professionisti, imprese e realtà della ristorazione, facendo della cucina un veicolo di promozione culturale ed economica. Un percorso che attraversa nove città svizzere e dieci ristoranti, mettendo in relazione alta cucina, arte bianca e produzioni italiane.

Dopo Zurigo, Neuchâtel, Ginevra, Losanna e Aarau, il Festival prosegue il suo itinerario con l’obiettivo di valorizzare il Made in Italy gastronomico e rafforzare il dialogo tra i due Paesi. A Berna, la serata da Dolce Vita ha ribadito un principio essenziale: la cucina italiana conserva la propria forza quando sa custodire le differenze territoriali, investire sulla qualità e trasformare la tavola in uno spazio di incontro.

LE PROSSIME TAPPE

 

Poker di gusto

1° NOVEMBRE | IMMENSEE – LAGO DI ZUGO – 7ª tappa – Da Andrea

Chef Guest: Silvia Baracchi – 1 Stella Michelin, Il Falconiere, Cortona (AR)
Pizza Chef Guest: Denis Lovatel – 2 spicchi Gambero Rosso – Celebre ideatore della Pizza di

Montagna – (Denis Pizza – Milano) – Pizzerie Eccellenti 50 Top Pizza Italia 2026
Chef Resident: Andrea Spitaleri | Pizza Chef Resident: Carmen Bulla

 

Insieme nel gusto

2 NOVEMBRE | BASILEA – 8ª tappa – Aroma

Chef Guest: Lino Scarallo – già 1 stella Michelin – (Ristorante Palazzo Petrucci – Napoli)
Pizza Chef Guest: Davide Ruotolo – (Palazzo Petrucci – Napoli) – 3° 50 Top Pizza Italia 2026, 12° 50 Top Pizza World 2026
Chef Resident: Mauro D’Orazio | Founder Aroma: Stefano Giovannini

Scena di gusto

3 NOVEMBRE | LUGANO – 9ª tappa – Acqua & Farina

Chef Guest: Domenico Iavarone – 2 stelle Michelin – (Ristorante Zest – Sorrento)
Pizza Chef Guest: Mario Cipriano – 3 spicchi Gambero Rosso – (Pizzeria Cipriano – Firenze)
Chef Resident: Davide Bacio | Pizza Chef Resident: Castrese Mallardo

 

Linguaggio di gusto

4 NOVEMBRE | LUGANO – 10ª tappa – Federale 1855

Chef Guest: Mariangela Susigan – 1 stella Michelin – (Ristorante La Gardenia – Torino)
Pizza Chef Guest: Pierdaniele Seu – 3 spicchi Gambero Rosso – (Seu Illuminati – Roma) – 2° 50 Top Pizza Italia 2026, 4° 50 Top Pizza World 2026

Chef Resident: Arturo Fragnito | Pizza Chef Resident: Luca Citterio

 

PARTNER, SPONSOR E PATROCINI

 

Main Sponsor: Maistà

Title Event Sponsor: Electrolux Professional, Moretti Forni, Picariello Arredo Design, Carbot Communication

Food Sponsor: Divise & Divise, Solania, Grano Armando, Pasticceria Pintauro 1785, Salumi Coati, Terre Francescane, Armatore, Kenon, San Salvatore, Toccalmatto.

Media Partner: Femme Fashion Food, Communication Food, Fermento Pizza, Italia da Gustare, Tuttoitalia.ch, Tastefollies.

Con il Patrocinio morale di: Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero del Turismo, Consolato Generale d’Italia a Zurigo, Italian Trade Agency (ITA/ICE), ENIT, Case del Made in Italy, Unioncamere, Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy e Associazione Italiana Sommelier (AIS).

Ideazione, coordinamento, organizzazione e ufficio stampa: Carbot Communication.