Enrico Ditto: “Il talento resta a Napoli. È la notizia più importante degli ultimi vent’anni”

Napoli, giugno 2025 — C’è un dato che Enrico Ditto cita spesso nelle conversazioni con colleghi imprenditori e che considera il segnale più incoraggiante degli ultimi anni: un numero crescente di giovani napoletani, laureati, specializzati, creativi, sta scegliendo di restare. Non per mancanza di alternative, ma per una scelta consapevole e convinta.

Questa è una rivoluzione silenziosa che dobbiamo riconoscere e sostenere con ogni strumento a nostra disposizione,” afferma Ditto. “Per decenni abbiamo parlato di fuga dei cervelli come di un destino inevitabile. Oggi qualcosa è cambiato in profondità e sarebbe un errore non cogliere la portata di questa trasformazione.”

Il fenomeno riguarda profili molto diversi tra loro: giovani professionisti nel digitale e nella comunicazione, imprenditori nel food e nell’ospitalità, designer, architetti, ricercatori che hanno scelto Napoli come base operativa anche per progetti con respiro internazionale. “Parlano fluentemente il linguaggio globale ma hanno deciso che la loro storia la scrivono qui. Questo mix di apertura al mondo e radicamento locale è esattamente la formula che una città come Napoli può offrire in modo unico.”

Ditto individua nel settore privato una responsabilità precisa in questo scenario. “Non basta accogliere questo talento. Bisogna costruire intorno a esso un ecosistema che lo faccia crescere, che gli offra opportunità concrete di carriera e di impresa, che lo metta in rete con realtà consolidate capaci di trasferire esperienza e visione.” L’imprenditore parla di mentorship strutturata, di spazi di lavoro ibridi che favoriscano la contaminazione tra generazioni e settori diversi, di una cultura aziendale che valorizzi il merito e premi l’iniziativa.

Il settore dell’ospitalità, in cui Ditto opera direttamente, è uno degli ambiti in cui questa tendenza si manifesta con maggiore evidenza. “Vedo ogni giorno ragazzi che aprono piccole strutture ricettive con un’identità fortissima, che creano esperienze capaci di competere con le migliori offerte europee, che usano i social e il digitale con una naturalezza straordinaria per raccontare Napoli al mondo. Sono imprenditori veri, con visione e coraggio.”

La sfida, secondo Ditto, è trasformare questa energia individuale in un sistema. “Il talento isolato produce risultati straordinari ma fragili. Il talento connesso produce un cambiamento strutturale. Dobbiamo lavorare perché Napoli diventi una città in cui i migliori si riconoscono, si supportano e costruiscono insieme qualcosa di più grande della somma delle singole parti.”

L’invito finale è rivolto alla comunità imprenditoriale cittadina: “Apriamo le porte, condividiamo le reti, investiamo nelle persone. Il talento che resta a Napoli oggi è il capitale più prezioso che questa città abbia. Sta a noi non sprecarlo.”