Il Napoli mette la freccia: Conte indovina i cambi e il Maradona esplode

Sorpasso compiuto. In una sfida dove la tensione ha regnato sovrana e nessuno sembrava intenzionato a scoprire il fianco, il Napoli di Antonio Conte si prende l’intera posta in palio, dimostrando che spesso sono i dettagli — e la panchina — a fare la differenza.

Primo tempo: ombre e timidezze

Riavvolgendo il nastro, la prima frazione di gara non è stata certamente indimenticabile. Un Napoli contratto, schierato da Conte con una formazione a tratti “sperimentale”, ha faticato a trovare le giuste distanze. Il Milan ha provato ad approfittarne, rendendosi pericoloso soprattutto su palle inattive: Pavlovic ha graziato gli azzurri di testa, complice un’uscita incerta di Savic.

Dalla parte azzurra, la manovra è apparsa scialba: Giovane isolato, Anguissa sottotono e un Gutierrez troppo timido nel ricoprire una fascia non sua. L’unico squillo è arrivato da Spinazzola, che in solitaria ha sfiorato il palo, mentre al 35’ il brivido più grande: Fofana pesca Nkunku che, a pochi passi dalla porta, spreca incredibilmente il vantaggio rossonero.

La ripresa: l’effetto Alisson Santos

Nella ripresa lo spartito cambia, ma solo quando Conte decide di pescare dalla panchina. Mentre il Milan cala d’intensità, il Napoli alza il baricentro. Il primo segnale lo dà Giovane, che impegna Maignan in angolo, ma la vera svolta ha un nome e un cognome: Alisson Santos.

Il suo ingresso accende la luce al Maradona. Il ragazzo entra con una fame diversa, scompiglia i piani difensivi di Allegri e regala una perla di rara bellezza: un no-look visionario per Olivera. L’uruguaiano pennella al centro, dove Politano si fa trovare pronto per l’incornata (o il tocco) vincente. È il gol del vantaggio, è l’apoteosi azzurra.

Finale di cuore e sorpasso in classifica

Nel finale, il forcing disperato di Allegri non scalfisce il muro eretto da Conte. Il Napoli regge l’urto, gestisce il vantaggio e porta a casa tre punti che sanno di liberazione. Se nel primo tempo il tecnico leccese era parso eccessivamente prudente, la gestione della ripresa gli dà ragione: i suoi cambi hanno dato vivacità e carattere a una squadra che ora può finalmente godersi il sorpasso e la gioia dei propri tifosi.