De Laurentiis, la giustizia arriva a scoppio ritardato: la FIGC cambia le regole, ma per il Napoli è una beffa

Alla fine, il muro di Via Allegri è crollato. Aurelio De Laurentiis incassa l’ennesima vittoria politica, ma il sapore del trionfo è amaro, quasi una “Vittoria di Pirro”. Il Consiglio Federale della FIGC ha approvato ufficialmente le modifiche al Titolo VI delle NOIF, le norme che disciplinano i controlli sui conti dei club. La novità è sostanziale: da oggi, le società potranno utilizzare le proprie riserve di utili e il patrimonio netto per compensare eventuali squilibri dell’indice di liquidità o del “costo del lavoro allargato”, senza dover necessariamente ricorrere a ricapitalizzazioni onerose dal punto di vista fiscale.

È la fine di un paradosso kafkiano che ha visto il Napoli come vittima sacrificale durante la sessione di mercato invernale dello scorso gennaio. Mentre il club azzurro vantava una solidità invidiabile, con circa 200 milioni di euro di liquidità reale depositati in banca e bilanci costantemente in attivo, si è ritrovato con le mani legate. Un rigido parametro burocratico aveva imposto il “saldo zero” (poter acquistare solo dopo aver ceduto), impedendo ad Antonio Conte di ricevere i rinforzi necessari per far fronte a un’emergenza infortuni senza precedenti.

La modifica normativa certifica, a posteriori, ciò che il presidente De Laurentiis sosteneva da mesi con forza: non si può bloccare una società sana in nome di un indice che non tiene conto della reale disponibilità di cassa. La proposta del Napoli ha trovato una sponda quasi unanime in Assemblea di Lega, con 16 club su 20 favorevoli; solo il Milan ha votato contro, mentre le “grandi” (Inter, Juve e Roma) hanno preferito la via dell’astensione, osservando da lontano lo scontro frontale tra ADL e il sistema federale.

Cosa succede ora? Dal punto di vista regolamentare, il vincolo che ha zavorrato il mercato invernale decade immediatamente. Per il Napoli significa poter pianificare la prossima sessione estiva con una libertà d’azione totale, facendo leva su quel tesoretto accumulato in anni di gestione virtuosa. Tuttavia, resta il danno sportivo: i punti persi a febbraio e marzo a causa di una rosa corta e martoriata non torneranno indietro.

Resta l’immagine di un De Laurentiis che, ancora una volta, ha saputo anticipare i tempi del cambiamento, costringendo le istituzioni a correggere una norma distorta. Ma nel calcio, come nella cronaca, il tempismo è tutto. E questa “giustizia” arriva quando i buoi — o meglio, le occasioni di mercato — sono ormai scappati dalla stalla di gennaio.