“Una decisione che rischia di cambiare radicalmente il volto dell’ospitalità diffusa a Napoli, basata su dati opachi e scelte calate dall’alto”. L’associazione Host Italia Napoli, confederata della Federazione nazionale Associazioni Ricettività Extralberghiera (FARE), lancia una petizione pubblica per chiedere chiarezza sulla variante promossa dal Comune di Napoli che interviene sul regime delle attività ricettive, con modifiche che riguardano anche il piano catastale e che secondo l’ente rappresentativo dell’extralberghiero nazionale rischiano di avere “ricadute rilevanti sull’intero comparto dell’ospitalità diffusa”.
Al centro dell’iniziativa c’è la richiesta di trasparenza sui dati utilizzati dall’amministrazione, sui criteri adottati e sulle valutazioni che hanno portato alla definizione della variante. Secondo Host Italia Napoli e FARE, “il provvedimento si fonda su presupposti non adeguatamente resi noti, con possibili effetti concreti su operatori, famiglie e micro realtà attive sul territorio”.
La variante del Comune restringe, nelle aree del centro storico individuate come più critiche, la possibilità di destinare immobili residenziali a forme di ospitalità extralberghiera e ad affitti turistici, introducendo regole più rigide sui cambi d’uso.
Le osservazioni formali risultano già presentate e il tema sarà al centro del confronto istituzionale previsto per lunedì 23 marzo in sede di commissione congiunta, alla presenza del delegato di Host Italia Napoli Marco Locoratolo.
“Siamo davanti a una vicenda che riguarda la necessità che i territori siano governati con trasparenza, competenza e ascolto”, dichiara Locoratolo.
“Quando si interviene sulla ricettività senza rendere chiari i presupposti delle scelte e senza un confronto reale con chi opera ogni giorno sul territorio, si crea un precedente pericoloso. Per questo chiediamo chiarezza, sapendo che quanto accade qui riguarda anche altre regioni e, più in generale, tutto il Paese”.
Per Host Italia Napoli e Federazione FARE, la petizione rappresenta inoltre una richiesta di confronto pubblico su un tema che investe il modello di sviluppo turistico della città.
“Noi rappresentiamo un turismo di relazione, fuori da logiche estrattive”, aggiunge Locoratolo. “Accogliamo un ospite alla volta, accompagniamo i visitatori dentro l’identità dei luoghi e contribuiamo alla valorizzazione delle economie locali. Proprio per questo riteniamo che ogni scelta urbanistica e amministrativa debba poggiare su dati corretti e verificabili”.
“Napoli oggi pone una questione che riguarda l’intero Paese – afferma il presidente della Federazione FARE Elia Rosciano – La regolazione della ricettività non può avvenire sulla base di assimilazioni improprie tra modelli di ospitalità profondamente diversi. Se una variante urbanistica e funzionale arriva a incidere anche su profili catastali e sul regime delle attività, l’amministrazione ha il dovere di motivare in modo rigoroso ogni scelta”.
Con la petizione, Host Italia Napoli e Federazione FARE chiedono che il confronto in programma sia un momento effettivo di verifica e ascolto, e invitano cittadini e operatori a sostenere una battaglia che, sottolineano, “non riguarda solo Napoli ma tutti i territori chiamati oggi a misurarsi con il tema della regolazione del turismo diffuso”.
