MUSEI NAZIONALI DEL VOMERO Castel Sant’Elmo “Che sia l’ultimo compleanno di guerra” Teatro, memoria e giovani protagonisti al Museo Novecento a Napoli

Castel Sant’Elmo, uno dei luoghi simbolo dei Musei nazionali del Vomero, ospita il 27 marzo 2026 lo spettacolo teatrale Che sia l’ultimo compleanno di guerra, dell’Associazione di Promozione Sociale Teatro Ricerca Educazione (Trerrote) per la regia di Nicola Laieta. Lo spettacolo sarà in programma in due repliche alle ore 10.30 e 12.00, dedicate in particolare agli studenti delle scuole della città.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’associazione A.P.S. Trerrote – Teatro Ricerca Educazione e i Musei nazionali del Vomero, che accolgono il progetto negli spazi del Museo Novecento a Napoli con l’obiettivo di aprire il museo alle giovani generazioni e promuovere una riflessione condivisa sulla memoria storica e sulle tragedie del Novecento.

Lo spettacolo rappresenta la restituzione pubblica di un percorso educativo realizzato nell’ambito del progetto “Cultura, che classe!”, promosso e finanziato dal Comune di Napoli per l’anno scolastico 2025-2026. Il programma coinvolge numerosi istituti scolastici della città con laboratori dedicati ai linguaggi della cultura — teatro, musica, cinema, arti visive e pratiche museali — offrendo agli studenti occasioni di incontro diretto con artisti, operatori culturali e istituzioni del territorio.

All’interno di questo progetto, il laboratorio teatrale condotto dall’associazione Trerrote ha coinvolto studenti di tre licei napoletani — Liceo P. Calamandrei, Liceo A. Genovesi e Liceo SS. Apostoli — insieme ai giovani del laboratorio di Teatro Educazione, in un lavoro di ricerca e interpretazione dedicato alla memoria della Seconda Guerra Mondiale e alla storia della città.

La regia e la drammaturgia dello spettacolo sono firmate da Nicola Laieta, con l’assistenza alla regia di Giuseppe Di Somma e la cura grafica e artistica di Ilaria Spagnuolo e le scene di Peppe Cerillo.

Il lavoro nasce dall’incontro tra fonti storiche e suggestioni letterarie. Le testimonianze raccolte nel volume Guerra totale della storica Gabriella Gribaudi dialogano con le atmosfere del testo teatrale Morso di Luna Nuova di Erri De Luca, ambientato in un ricovero antiaereo durante i bombardamenti della città. Attraverso il teatro, i ragazzi restituiscono frammenti di vita quotidiana, paure, speranze e gesti di resistenza di una popolazione civile travolta dalla guerra.

La drammaturgia segue una traiettoria narrativa che attraversa alcune tappe decisive della storia italiana: dal raduno delle camicie nere tenutosi a Napoli il 24 ottobre 1922, passando per la vita nei rifugi antiaerei durante i bombardamenti, fino all’Armistizio del 3 settembre 1943. Il racconto si chiude con uno sguardo rivolto al presente, attraverso una videoinstallazione artistica realizzata negli spazi del Museo Novecento a Napoli, che richiama le vittime delle guerre contemporanee e invita a riflettere sulla persistenza dei conflitti nel mondo.

Accogliendo questo progetto negli spazi di Castel Sant’Elmo, i Musei nazionali del Vomero rinnovano il proprio impegno nel rendere il museo un luogo aperto alla città e alle nuove generazioni, capace di trasformare il patrimonio culturale in occasione di dialogo con il presente e di educazione alla cittadinanza.

Il teatro diventa così uno strumento di conoscenza e partecipazione: attraverso il lavoro collettivo della scena, i giovani interpreti si confrontano con la storia della propria città e con le grandi questioni del Novecento, dando voce alle memorie civili e alle esperienze delle vittime della guerra.

Come sottolinea il regista Nicola Laieta:

«La consapevolezza della tragedia immane che fu la Seconda guerra mondiale rischia oggi di affievolirsi, confusa nella sovra informazione e nelle distorsioni del presente. Raccontare quelle storie attraverso il teatro significa provare a restituire ai più giovani un’esperienza empatica verso le vittime di ieri e di oggi. In un mondo che sembra aver dimenticato il valore della pace, il nostro desiderio è che i ragazzi possano almeno immaginare — e forse un giorno festeggiare — un compleanno senza guerre».