Allo Spazio ZTN in scena “Ancora Amici” di Antonio D’Alessandro

Venerdì 17 e sabato 18 febbraio alle ore 21.00 e domenica 19 alle ore 19.00 allo Spazio ZTN andrà in scena lo spettacolo “Ancora Amici” di Antonio D’Alessandro, con Fabrizio Botta, Antonio D’Alessandro, Francesco S. Esposito ed Emanuele Iovino. Regia Gennaro Monforte; assistente alla regia Marilia Marciello; scene e costumi Federica Del Gaudio.

Breve sinossi
Quattro amici storici, Mike, Frank, Aldo e Tom, un tavolo da poker, mercoledì sera, questa è l’ambientazione. Ciascuno di loro nasconde un segreto. Amici da sempre, come ogni mercoledì si incontrano per la solita partita a poker. Si ritrovano a casa di Mike. Frank conta le carte, Mike prepara la sala, Aldo e Tom sono seduti alle loro rispettive postazioni. Tutto lo spettacolo si svolge nell’arco temporale di una sera. Tra i vari conteggi di carte, di cui ne mancherà sempre una, si svolge l’azione scenica.
All’ennesimo inizio inconcludente di partita, Frank, Aldo e Tom decidono di andare via. Mike nel tentativo disperato di convincerli a restare, confessa di essere stato abbandonato dalla moglie. Inizia un momento di confronto, crolla il muro della non comunicazione. Con il progredire della scena i toni aumentano, non mancano liti, scazzottate e rotture. Ognuno rivela il proprio segreto, generando malumori ed incomprensioni. Ciascuno critica gli altri per aver tenuto nascosti aspetti importanti delle loro vite, aspetti che avrebbero dovuto condividere. Questo meccanismo di autodistruzione viene stoppato da Tom, che prima degli altri aveva capito ciò che stava accadendo, grazie alla sua confessione. Tom trova nel momento in cui muore John, un amico comune, il “momento zero”, l’inizio della fine del loro rapporto. La chiusura dei singoli elementi nei confronti di questo accadimento diventa, nel tempo, una chiusura verso i componenti del gruppo. Viene a mancare la fiducia e quindi diventano: “quattro estranei che si incontrano il mercoledì sera”. La soluzione finale che trova Tom è il suicidio. Con la sua morte avrebbe salvato se stesso e forse le persone che soffrivano con lui.
Lo spettacolo si conclude con il ricordo. Il ricordo di ciò che erano, di quello che hanno vissuto assieme, può salvarli dall’annullamento. E’ un forse, non è una certezza, ma di sicuro dà una possibilità.

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Analisi dello spettacolo
Dramma borghese vestito da commedia. Lo spettacolo fa un’analisi approfondita di quelli che sono i rapporti d’amicizia e di come cambiano con il tempo ed in base alle circostanze. In particolare, vuole mettere in luce come spesso i rapporti diventino vuoti, costituiti da azioni svolte meccanicamente, condotte da un moto d’inerzia, in momenti prestabiliti. Alla base di questa pochezza c’è la mancanza di comunicazione. Nello specifico, Mike, Frank, Aldo e Tom sono quattro ex amici soli. Quattro personaggi che gradualmente, dopo un evento drammatico (la morte di John), si sono allontanati sempre più seppur mantenendo l’apparente continuità del rapporto. Sono ora “quattro estranei che si incontrano il mercoledì sera”. Lo spettatore avrebbe potuto assistere ad una partita a poker in un qualsiasi bar, tra quattro persone scelte a caso. Ai loro occhi non sarebbe cambiato nulla se non l’assenza di un passato comune tra i giocatori. La stessa partita a poker, che puntualmente comincia ed ancora puntualmente si blocca, è simbolo della frustrazione di un rapporto nel suo tentativo fallimentare di “muoversi”, procedere, andare avanti. Ad avere consapevolezza di tutto ciò è Tom, l’eroe di questo piccolo dramma. E’ la chiave di volta, quello che ancora ricerca un rapporto sincero ed è disposto a tutto per ottenerlo. Tom è consapevole del fatto che rapporti importanti si influenzano tra loro e l’estrema soluzione individua, non serve solo a lenire le sue sofferenze, ma anche quelle che provoca a Betty, sua moglie, riversando nel loro rapporto mali e tossine che non dovrebbero appartenerle.
Tutti e quattro i personaggi vivono di sensi di colpa. Un esempio calzante di quale sia la loro condizione è rappresentato dal sogno ricorrente raccontato da Mike: se stesso nudo, davanti la porta di casa, spia dallo spioncino chi passa sul pianerottolo. Il sogno si conclude con un uomo che si ferma davanti la porta e riesce a vedere Mike dall’altro lato nonostante sia chiusa. Il sogno rappresenta l’intima vergogna, il rimorso per aver tradito la fiducia di Aldo ed il timore (e forse anche la voglia) di essere scoperto. E’ un senso di soffocamento che gli si ripresenta puntuale, quasi ogni notte. Questa stessa sensazione invade l’opera, tenendo lo spettatore in apnea costante.
Agli scambi brillanti ed agli scontri “amichevoli” si alternano momenti di intima confessione. Tutti abbiamo cose di cui non amiamo parlare, che non accettiamo ed abbiamo addirittura difficoltà ad ammettere a noi stessi, cose che è giusto rimangano nascoste nel profondo. E poi ci sono quelle piccole tristezze quotidiane, quelle difficoltà più o meno importanti e che è fondamentale condividere con chi si ama. In questo caso si è intimamente soli, ma in questa intima solitudine ci si conforta con la compagnia degli altri. In “Ancora amici” questo processo non avviene più e tutto ciò che rimane è un vuoto.
Non manca una critica alla via medica, troppo abusata, dello psicologo in veste di risolutore onnisciente, dalla soluzione facile e di pronto utilizzo, dei problemi che riguardano i rapporti umani. Lo stesso Frank sostiene che se i problemi se sono umani, non possono essere risolti in maniera automica, “servendo la soluzione indicata a pagina 150 del manuale”.

Lo Spazio ZTN si trova a Vico Bagnara 3/A – Piazza Dante (Napoli)
Per ulteriori informazioni e prenotazioni: 3406668946 – navigantiinversi@gmail.com.

Si ricorda che anche “Ancora Amici” rientra nella stagione Giù Il Cappello, per cui il prezzo del biglietto lo stabilisce il pubblico in base al valore che attribuirà alla messa in scena.

Ester Veneruso