Al Nuovo Teatro Sanità va in scena “Dell’impossibilità di dire che Rosencrantz e Guildenstern sono morti”

ATTENZIONE: spettacolo annullato, per ulteriori informazioni cliccare qui.

Dal 19 al 21 febbraio andrà in scena, sul palco del Nuovo Teatro Sanità, “Dell’impossibilità di dire che Rosencrantz e Guildenstern sono morti“, spettacolo scritto e diretto da Cristian Izzo. L’autore e regista dello spettacolo parte dal celebre testo shakespeariano, focalizzandosi sulle figure dei due cortigiani Rosencratz e Guildenstern, incaricati dal re di Danimarca di uccidere Amleto, ma a cui quest’ultimo riesce a sfuggire mandandoli a morte al suo posto. Lo spettacolo ha come riferimento testuale la celebre versione di Tom Stoppard, Rosencrantz e Guildenstern sono morti. In scena ci saranno Carlo Caracciolo, Luigi Credendino, Fabiana Fazio, Irene Grasso, Alessandro Langellotti, Gennaro Maresca.

“Rosencrantz e Guildenstern sono morti”: annuncia l’ambasciatore nella tragedia shakespeariana e il teatro dell’assurdo ha ragionato a lungo sulla conseguente confusione tra teatro e realtà, tra rappresentazione e presentazione della vita. Lo spettacolo “Dell’impossibilità di dire che Rosencrantz e Guildenstern sono morti” è un ragionamento sul ragionamento, dopo che le speculazioni sul caso e sull’incomprensibilità della vita, l’autore esce dallo schema delle possibilità infinite per giungere alla certezza dell’impossibilità di uscirne. Il gruppo di attori non si trova più solo nell’incapacità di distinguere il personaggio dalla persona, ma si trova oltre la farsa, “alla fine della farsa. Non si può dire che questo: non si può dire che nulla”. I protagonisti arrivano al momento in cui tutto è stato detto e sperimentato, nel momento in cui non resta che constatare l’intreccio insolubile tra il gioco del teatro e il gioco della vita.
Sulla scena ciò si riflette nella scelta di porre la quinta al centro del palco, tagliandolo in diagonale. Per l’occhio dello spettatore sarà impossibile distinguere la scena dal fuori scena e tutte le sue parti saranno progressivamente illuminate in modo che niente rimanga escluso dalla rappresentazione.
Dell’impossibilità di dire che Rosencrantz e Guildenstern sono morti” si pone come riflessione sul teatro in generale, sul suo futuro post-sperimentale. Poiché dopo aver mostrato la vertigine delle sue infinite possibilità, il teatro rimane il luogo dell’impossibile, ma è la certezza di quest’impossibile che lo rende necessario.

NOTE DI REGIA
Uno spettacolo impossibile. Nell’era dello sconfortante “impossible is nothing”, ne sentivo il bisogno. La necessità di qualcosa che sia fallimentare: che non possa raggiungere l’obiettivo prefisso, nell’epoca in cui il fallimento non esiste più. Fallimentare come la vita: il tentativo di sopravvivere fallimentare già da prima della nascita, poiché la vita – è lampante – è impossibile. Dalla vita non si esce che morti: come in teatro. Impossibile come il teatro e la sua impossibile volontà di rappresentare il vero o il verosimile – già qui, l’ossimoro: “rappresentare il vero”. “O si vive o si racconta“, diceva Camus, va da sé che il teatro sia quel luogo magico dove persone fallibili provano a far toccare due parallele. Tentativo, ovviamente, grazie a Dio, fallimentare. E dunque, coerentemente con la storia di qualsiasi fenomeno intercorso in questo universo, l’impossibilità come certezza. Amleto, impossibile in quanto classico, eterno e mai esistito portato alla messinscena da secoli, come Rosencratz e Guildenstern lo conducevano a morte – in entrambi i casi, con la scusa di condurlo a nuova vita – si ribella con un tiro mancino, condannando a morte coloro i quali stavano conducendo a morte lui. Ma è possibile sottrarsi alla rappresentazione? Si può non rappresentare? Si può non essere (come Rosencratz e Guildenstern) servi del Re, – ovvero del teatro di rappresentazione? – ribellandosi come si ribellò Amleto? Se è vero che è impossibile essere Amleto, è anche vero che è impossibile non essere Amleto. In principio era l’oblio, il nulla, il caos, l’Amleto.

Dell'impossibilità di dire che Rosencrantz e Guildenstern sono morti slide

Programmazione: venerdì 19 febbraio, ore 21.00; sabato 20 febbraio, ore 21.00; domenica 21 febbraio, ore 18.00.

Info e prenotazioni: 3396666426 – info@nuovoteatrosanita.it

Nuovo Teatro Sanità, piazzetta San Vincenzo 1, Rione Sanità – Napoli.

Ester Veneruso