Donne croniste di camorra: Oggi il dibattito a Giugliano

Postato da Dario Aloja il 06/12/2011 alle 13:12 - Articolo letto

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Ci sono donne e donne, questo lo sanno tutti. Le donne che lottano contro le mafie hanno degli occhi un po’ diversi da quelli delle altre e, mentre non si lasciano piegare da sentimenti d'omertà, parlano e parleranno sempre. Anche oggi, Martedì 6 dicembre, grazie al patrocinio del Movimento “Contro le mafie” presidio di Libera a Giugliano e all’Associazione “Spazio Aspasia” affronteranno temi delicati ed importanti riguardanti "Donne e Camorra"  all'evento che si terrà alle ore 16.30, presso la Pro Loco di Giugliano in Campania, (corso Campano n. 329). 

Grazie alla preziosa partecipazione di esperti e liberi cittadini sarà affrontato apertamente il tema: “Donne croniste di camorra”. Parteciperanno all'evento anche le Giornaliste Marilù Musto, Mena Grimaldi e Marilena Mincione.  Introdurrà la manifestazione l'avv. Eliana Iuorio (resp. Movimento “Contro le mafie”) mentre la moderazione sarà tenuta dalla Prof. Teresa Vitale (pres. Associazione “Spazio Aspasia”) e interverrà sull'argomento anche l’avv. Rossella Calabritto. Media partner dell’iniziativa: la web tv RoadTv Italia (www.roadtvitalia.it) e “Wrong” (trasmissione web radio, sulle frequenze di Radio Siani ogni venerdì www.radiosiani.com)

“Sono quelle che non conoscono orari, né sacrifici. Quelle che indossano scarpe basse e viaggiano con borse capienti. Le riconosci per la curiosità nello sguardo. Quelle che ricostruiscono un fatto, da poche parole; determinate e decise, nella ricerca della verità; instancabili ascoltatrici ed osservatrici della realtà. Le prime ad arrivare, ad una conferenza stampa. Fanno domande. Danno “fastidio”, perché vanno oltre. Scrivono, ma sanno fotografare e filmare meglio di un Robert Capa. Passione e lucidità; istinto e razionalità. Sono quelle che la paura non le impedisce di parlare e documentare. Seguono arresti, processi. Fanno indagini. Spesso insultate, minacciate. Le chiamano Croniste. E raccontano di questa terra. Avvinta da una piaga chiamata camorra”.

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