Il Napoli pareggia, e il punto serve a due cose: muove la classifica e permette di vivere la sosta delle nazionali con un po’ più di serenità. Non è il risultato che cambia una stagione, ma è un pareggio che racconta più di quanto dica il tabellino.
Il primo tempo è da dimenticare, diciamolo senza giri di parole. La Lazio ha costruito tre, quattro, forse cinque occasioni per passare in vantaggio, il Napoli ne ha avuta mezza, e Hojlund l’ha sbagliata. Il gol di Frattesi nasce poi dalla solita catena che non funziona, da una difesa a tre che continua a non reggere e a mostrare le stesse crepe. Il Napoli avrebbe anche l’occasione per pareggiare, ma a un certo punto viene da chiedersi se il pallone vada spinto in porta con le mani: ancora Hojlund, sotto misura, non riesce a firmare l’1-1.
Poi arriva la ripresa, e lì si vede un’altra squadra. Il Napoli rientra con il piglio giusto e trova il pari, giusto per quanto fatto nel secondo tempo, grazie all’autorete di Pedraza. I tre punti, forse, la Lazio li avrebbe anche meritati. Ma il Napoli ha pareggiato contro la prima in classifica, contro una squadra che non molla mai, che ha fame, che non avrà giocatori di livello altissimo ma che fino al 93º e oltre ha cercato in ogni modo di vincerla. Questa Lazio merita di stare lassù, da sola o in coabitazione lo dirà il tempo, per la grinta di Gattuso e per alcuni giocatori davvero buoni.
La risposta del Napoli, però, c’è stata. Una squadra che dopo lo svantaggio non solo non voleva perderla, ma ha provato anche a vincerla, restando viva fino all’ultimo e giocando certi palloni in condizioni migliori rispetto al passato. Due complimenti vanno fatti. Il primo a Lang, che pure si è beccato con la curva ma ha disputato una partita buonissima. Il secondo a Olivera, per me uno dei migliori in campo: chi non ha visto in lui una grande prestazione, credo capisca poco di calcio.
Le polemiche resteranno, naturalmente. Si dirà che Allegri non merita di guidare ancora questa squadra, che Allegri di qua, che Allegri di là. Il copione è già scritto. Ma intanto noi ci godiamo un punticino, e soprattutto una buona prestazione nel momento in cui servivano segnali di vita. Con due settimane di sosta davanti, è già qualcosa su cui costruire.
