Al Magma Bistrot di Torre del Greco l’autunno incontra i vini dei Campi Flegrei di Cantine Federiciane

Torre del Greco, 23 settembre 2026 – Due territori vulcanici, due identità profondamente campane, due modi di interpretare una stessa materia: la terra. È da questo incontro che nasce “Tra Fuoco e Vigna”, il percorso gastronomico che Magma Bistrot, realtà di ristorazione dello storico complesso Sakura Club Piscine di Torre del Greco, propone in collaborazione con Cantine Federiciane.

Una cena che arriva all’inizio dell’autunno e sceglie proprio questa stagione come chiave narrativa: il tempo della vendemmia, dei raccolti e dei prodotti che acquistano nuova intensità, ma anche quello del fuoco che torna protagonista della convivialità. Il fuoco del forno, innanzitutto, ma anche quello ancestrale dei vulcani che hanno modellato i territori campani e quello più domestico del camino, evocazione di una stagione fatta di calore, attesa e condivisione. Al centro del percorso c’è dunque un dialogo fra Vesuvio e Campi Flegrei, due territori accomunati dalla matrice vulcanica e da una cultura gastronomica che trova proprio nella qualità delle materie prime uno dei suoi tratti distintivi.

MAGMA BISTROT, UN PROGETTO CHE NASCE AI PIEDI DEL VESUVIO

Il racconto di Magma Bistrot non può essere separato da quello del Sakura Club Piscine, una struttura storica di Torre del Greco nata nel 1971 per iniziativa di Dorotea Liguori, imprenditrice di origini torresi e giapponesi. Luogo d’élite nato intorno a ospitalità, tempo libero e socialità, diventato nel corso dei decenni parte della memoria dei cittadini torresi.

La storia contemporanea del complesso è legata a Ciro Di Giovanni, che ha iniziato a lavorare al Sakura alla fine degli anni Novanta e, dopo averne conosciuto profondamente ogni angolo e averne sviluppato negli anni un forte legame personale, ne ha avviato nel 2013 il rilancio e la progressiva acquisizione. È da questo percorso che prende forma anche Magma, progetto gastronomico inaugurato nel 2018 e nato con una precisa dichiarazione d’intenti: portare nel piatto il carattere della terra vesuviana, valorizzandone prodotti, sapori e tradizioni. Negli anni il progetto si è evoluto fino all’attuale Magma Bistrot, ampliando la proposta dalla pizzeria alla ristorazione e costruendo un luogo capace di unire cucina, pizza, accoglienza, eventi e intrattenimento.

Il bistrot occupa oggi una posizione particolarmente suggestiva all’interno del complesso: alle pendici del Vesuvio, con vista sul Golfo di Napoli, in una struttura che comprende ampi spazi interni ed esterni e che mantiene la vocazione originaria del Sakura. La capacità dichiarata raggiunge circa 200 coperti negli ambienti interni e 150 negli spazi esterni. Un progetto, quello di Ciro Di Giovanni e della moglie Nicoletta Di Patre, costruito quindi sulla continuità: non cancellare la memoria del luogo, ma trasformarla in una nuova esperienza.

LA PIZZA COME LINGUAGGIO DEL TERRITORIO

La pizza rappresenta uno dei punti centrali della proposta gastronomica di Magma Bistrot. La filosofia dichiarata dal locale parte dalla tradizione napoletana, ma lascia spazio alla ricerca e all’interpretazione contemporanea, seguendo la stagionalità degli ingredienti. È una scelta che trova una sintesi particolarmente efficace nel lavoro di Raimondo De Crescenzo, responsabile della pizzeria. Il suo rapporto con gli impasti nasce molto presto: a soli sedici anni, dopo il lavoro in rosticceria, inizia ad affiancare un panettiere e si avvicina al mondo delle lievitazioni e del lievito madre. Da qui arriva il passaggio alla panificazione e successivamente alla pizza. La sua formazione professionale passa anche attraverso esperienze fuori dalla Campania e dall’Italia: dopo i primi quattro anni da pizzaiolo a Ischia, De Crescenzo lavora nel Regno Unito, a Maiorca e a Barcellona, dove nel 2019 entra anche nella brigata del Ristorante Giorgio, prima di rientrare in Italia e approdare al Magma Bistrot. Il suo approccio alla pizza è fortemente legato allo studio dell’impasto.

Per le sue preparazioni utilizza Nuvola Super di Mulino Caputo, una farina scelta per le caratteristiche che consente di ottenere nell’impasto, lavorato attraverso biga a freddo e idratazioni comprese indicativamente tra il 70 e il 75%, variabili in funzione delle condizioni climatiche. Il risultato ricercato è un disco leggero, con un cornicione pronunciato e alveolato, frutto di una lenta fermentazione e maturazione. Una tecnica che permette a De Crescenzo di costruire una pizza contemporanea senza recidere il rapporto con la tradizione napoletana: struttura, leggerezza, alveolatura e capacità di sostenere farciture anche importanti diventano strumenti attraverso cui raccontare prodotti e stagioni. La stagionalità, inoltre, non è soltanto un principio teorico. Raimondo De Crescenzo ha introdotto nel progetto una rotazione delle proposte, con nuove pizze costruite periodicamente attorno agli ingredienti della stagione, soprattutto vegetali, trasformando l’impasto in una sorta di tela bianca sulla quale cambiano colori e sapori nel corso dell’anno. È proprio questo approccio che trova espressione nel percorso “Tra Fuoco e Vigna”.

DALLA TERRA E DAL MARE AL FORNO

La cena si apre con un percorso di Assaggi di Terra e Mare, pensato come introduzione progressiva ai sapori della serata. Il Bun di Polpo con cremoso di patate e maionese di San Marzano porta insieme mare e terra, mentre il Crostino del Vesuvio unisce burro agli agrumi, alici di Cetara, stracciata e zest di limone, costruendo un equilibrio fra componente grassa, sapidità e freschezza agrumata. Il Fiore di Zucca con ricotta e Provolone del Monaco apporta invece una nota più morbida e autunnale, attraverso due prodotti fortemente riconoscibili nella tradizione gastronomica campana. Il percorso incontra quindi il primo vino di Cantine Federiciane: Flegreo, spumante ottenuto da Falanghina 100%, scelto per accompagnare l’apertura della cena e il carattere mediterraneo degli assaggi. Poi arriva il fuoco del forno…

Viola di MarePatata viola, baccalà, olive e cappero. Una pizza nella quale il mare incontra la componente terrosa e dolce della patata viola. Il baccalà porta struttura e sapidità, mentre olive e capperi accentuano la matrice mediterranea. In abbinamento, Falanghina Campi Flegrei D.O.P.

ZuccottaZucca, Gorgonzola e ’nduja. La dolcezza della zucca incontra la componente sapida e cremosa del Gorgonzola e la spinta piccante della ’nduja, in una pizza costruita volutamente sul contrasto. È la proposta più intensa del percorso e quella che interpreta con maggiore immediatezza l’arrivo dell’autunno. In abbinamento, Piedirosso Campi Flegrei D.O.P., altro vitigno fortemente identificativo dell’area flegrea.

La ClassicaProvola e pepe nero. Dopo la complessità, la semplicità. Una pizza essenziale, nella quale pochi ingredienti diventano protagonisti proprio perché non hanno bisogno di essere nascosti. La provola e il pepe nero riportano il percorso all’essenza della pizza napoletana e alla cultura gastronomica quotidiana della città. In abbinamento, Gragnano Penisola Sorrentina D.O.P.

 

DUE VULCANI, UNA CULTURA DELLA TERRA

Il filo che unisce Magma Bistrot e Cantine Federiciane non è dunque soltanto gastronomico, ma soprattutto territoriale. Da una parte il Vesuvio, con la sua presenza fisica e simbolica, la terra nera, le coltivazioni e la cultura gastronomica vesuviana che costituiscono parte integrante dell’identità di Magma. Dall’altra i Campi Flegrei, territorio vulcanico nel quale la viticoltura ha trovato condizioni particolari e nel quale Cantine Federiciane ha costruito una parte importante della propria identità produttiva.

Due vulcani che diventano quindi il punto di partenza per un racconto comune: la capacità della terra vulcanica di generare prodotti, ma anche di costruire identità. È una filosofia che Magma Bistrot porta avanti sin dalla nascita del progetto. Già nel 2018 la pizzeria veniva raccontata come un omaggio al Vesuvio e alla straordinaria qualità dei prodotti cresciuti sui suoi terreni. Oggi quella stessa idea si amplia e incontra la cultura del vino. Il fuoco diventa così del forno, ma anche quello primordiale del vulcano. La vigna è quella della vendemmia, del lavoro paziente e della trasformazione dell’uva in vino. In mezzo c’è l’uomo: il pizzaiolo che governa l’impasto, il vignaiolo che segue la vite, il cuoco che interpreta la materia prima. E c’è un territorio che può essere raccontato proprio attraverso il lavoro di chi lo abita.

IL DOLCE, COME UNA FIRMA

A chiudere il percorso sarà Magma, la cheesecake con salsa di lamponi, un dessert simbolo preparato per l’occasione dal pastry chef Angelo Guarino. Un finale che mantiene il nome del locale e ne ribadisce l’identità, chiudendo idealmente il percorso là dove era iniziato: nel cuore del Magma incandescente. “Tra Fuoco e Vigna” diventa così un’occasione per raccontare una Campania che merita di essere conosciuta nelle sue molteplici espressioni e valorizzata attraverso chi, ogni giorno, sceglie di lavorare con le sue materie prime. Magma Bistrot e Cantine Federiciane si incontrano quindi nel segno di una responsabilità condivisa: quella di farsi ambasciatori di un territorio straordinario, rispettandone la storia, valorizzandone le produzioni e trasformandone l’identità in esperienza.