Il mostruoso femminile, Amanda Rosi in mostra a via Margutta con “Freak”, l’opera di nudo in chiave body horror

Roma (Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign, via Margutta 90)

10–19 aprile 2026 | Vernissage 10 aprile

 

 

Introduzione, le ultime tappe di Amanda Rosi

 

Il corpo della donna come rappresentazione della violenza subita e interiorizzata. È da qui che nasce Freak, l’opera di nudo fotografico dell’artista Amanda Rosi (The Blonde Argonaut), che utilizza il linguaggio del body horror per rappresentare la violenza subita dall’essere umano in generale e dalla donna in particolare, sia come entità vincolata alla dimensione corporea, che come soggetto controllato dalla società.

 

Freak approderà a Roma dal 10 al 19 aprile, negli spazi della Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign di via Margutta, dopo un denso percorso espositivo e progettuale che ha segnato negli ultimi mesi l’ingresso e il consolidamento dell’artista in galleria, iniziato il 21 novembre, con la partecipazione alla rassegna collettiva L’arte è donna.

 

In quell’occasione Amanda Rosi ha presentato Animus Anima, grande stampa fotografica (90×120) appartenente all’omonima serie che compone la Trilogia dell’Incomunicabilità, titolo ispirato all’opera cinematografica di Michelangelo Antonioni e incentrato sul corpo come luogo di distanza, isolamento e ricerca esistenziale.

Animus Anima ha segnato l’ingresso ufficiale dell’artista negli spazi di via Margutta, anticipando l’avvio, dal 5 dicembre, di una presenza stabile in galleria. Per sei mesi, fino oggi, otto opere fotografiche in grande formato – tra nudi, ritratti e lavori più astratti – sono state esposte a rotazione, offrendo al pubblico una visione articolata delle diverse fasi della sua produzione e della costante centralità del corpo nella sua ricerca.

La mostra personale di aprile rappresenta dunque un momento di maturazione di questo percorso. A differenza di altri lavori, Freak viene presentato per la prima volta in assoluto con dieci grandi stampe della serie in dialogo diretto con il libro fotografico e la video art dedicata, che sviluppa e amplia l’impianto visivo della serie.

“Non è stato semplice trovare contesti disposti ad accogliere questo lavoro – spiega l’artista – Proprio per questo ho deciso di aspettare il momento giusto. Seguendo l’evoluzione del linguaggio nelle arti visive e nel cinema, ho avuto la sensazione che oggi i tempi fossero maturi per mostrare a tutti Freak”.

Cosa significa Freak

La parola “freak” rimanda a ciò che viene percepito come anomalo e fuori norma. Amanda Rosi ne propone una rilettura contemporanea, che non lesina sull’attingere a storie personali, che in pura autocoscienza, si trasformano in storie collettive.

“Se il corpo umano è una prigione, quello della donna è una prigione mostruosa”, afferma Amanda Rosi.“Il femminile è da sempre soggetto alla volontà di controllo da parte della società, ma ciò che io rappresento è anche la ribellione nei confronti di una biologia che ci penalizza come esseri umani, che è per me una violenza inaccettabile. Freak è la rappresentazione di quella violenza interiorizzata. È la trasfigurazione della venere paleolitica in soggetto orrorifico e pulp”.

Il riferimento al body horror, genere cinematografico che mette al centro la trasformazione del corpo, diventa qui uno strumento espressivo per raccontare tensioni interiori e collettive. La mutazione non è spettacolarizzazione, ma metafora. “Con Freak – precisa l’artista – non volevo solo catturare l’attenzione dell’osservatore, ma creare un’iconografia, un personaggio che simboleggia la violenza subita”.

Il transumanesimo

All’interno di Freak emerge anche una riflessione legata al transumanesimo, intesa come possibilità di emancipazione. Nella visione di Amanda Rosi, il corpo femminile è ancora oggi fortemente vincolato a un destino biologico e a ruoli sociali che ne limitano l’autodeterminazione. Autodeterminazione che può innestarsi sul superamento della centralità esclusiva della funzione riproduttiva. “Il transumanesimo, per me va inquadrato nell’ambito dell’esaltazione e della liberazione dell’aspetto umano e delle potenzialità inespresse del cervello, a discapito della barriera fallace e problematica rappresentata dal corpo. La possibilità di non essere più prigionieri del corpo non è auspicabile solo quando diventa strumento di controllo, ma deve essere visto come uno dei principali obiettivi dell’essere umano per emanciparsi dal dolore. Immagino un futuro in cui identità e libertà non coincidano in alcun modo con biologia e sacrificio”.

L’identità artistica

 

The Blonde Argonaut è l’identità artistica con cui Amanda Rosi lavora da cinque anni, un alter ego nato per ricominciare radicalmente, abbandonando i suoi profili precedenti e costruendo un linguaggio basato sulla sperimentazione continua. La sua produzione ruota attorno al nudo e alla video art, rifiutando qualsiasi interpretazione estetizzante o erotica. Il corpo, secondo l’artista, è un materiale da interrogare costantemente. Un territorio complesso, spesso censurato, da sottrarre alle narrazioni che lo imprigionano.

 

La sua formazione visiva arriva dal cinema più che dalla fotografia, e in particolare dall’horror, che considera “il linguaggio artistico più potente, rivoluzionario e politico, ma anche il più femminile”. Nel body horror vede il genere in grado di rappresentare meglio di altri, i sistemi di controllo, di abuso psicologico e di potere.

 

Conclusioni, una riflessione contemporanea sul corpo

“Il corpo femminile – conclude l’artista – è stato raccontato per secoli da uno sguardo esterno. Io provo a restituirgli voce. Non per renderlo accettabile, ma per renderlo autonomo”.

Con questa mostra personale, Amanda Rosi porta a via Margutta un progetto che attraverso un’iconografia forte e distinguibile, scuote l’osservatore e veicoli un messaggio in modo chiaro e potente, inserendosi nel dibattito contemporaneo sulla rappresentazione del corpo e sul ruolo dell’arte come strumento di riflessione critica.

Appuntamento dunque dal 10 al 19 aprile 2026, negli spazi della Galleria Internazionale Area Contesa Arte&Design di via Margutta 90 per vedere Freak prendere forma.