Nel calcio moderno la narrazione corre più veloce dei fatti. E quando i risultati non bastano a spiegare una crisi, serve un colpevole semplice. A Napoli quel colpevole ha un nome e un cognome: Antonio Conte. 24 infortuni, 16 calciatori ko a metà stagione. Un numero che fa rumore.Dopo i casi Neres, Savic e Anguissa, il processo mediatico è partito senza appello: allenamenti rigidi, carichi eccessivi, “metodi superati”. La favola di Conte il logoratore. Ma un’inchiesta, per definirsi tale, non parte dalle opinioni. Parte dai numeri. E i numeri, nel calcio come nella vita, non hanno simpatie.Nei club di prima fascia, impegnati tra campionato, coppe e nazionali, la media fisiologica di infortunati stagionali per rosa è compresa tra 17 e 19. Tutto ciò che sta sotto è gestione virtuosa. Tutto ciò che sta sopra è un campanello d’allarme. Ora andiamo a verificare cosa è accaduto sotto la gestione Conte negli ultimi 15 anni.
JUVENTUS
• 2011: 11 infortuni totali.
Uno riguarda Luca Marrone, praticamente mai utilizzato.
L’altro il portiere di riserva Manninger.
Una delle migliori stagioni di sempre per prevenzione infortuni.
• 2012–2013 (con Champions): entrambe 14 infortunati
• 2014: 15 infortunati
Numeri ampiamente sotto la media.
INTER
Società che, per struttura e prevenzione, non ha mai raggiunto i livelli della Juventus.
• 2019: 16 infortuni
• 2020: 17 infortuni
Perfettamente in linea con lo standard europeo
TOTTENHAM
• 2021–2022: 17 infortunati per stagione
• 2023: 24 infortuni
Dato che potrebbe essere usato come arma contro Conte. Ma anche qui serve onestà intellettuale. In questi 24 ci sono Solomon e Sessegnon fuori tutta la stagione, Perisic che è stato poi ceduto e i due portieri di riserva.
Quindi infortuni realmente imputabili alla rosa attiva: 19.
Ancora una volta, dentro la media.
CHELSEA: (IL DATO CHE DISTURBA)
• 2016: 9 infortunati
• 2017: 15 infortunati, 6 soft per una sola giornata
• 2018: 21 infortunati, di cui 6 per una sola giornata.
Numeri che raccontano una gestione non solo sostenibile, ma eccellente.
Mettendo insieme tutti i dati, emerge un fatto difficilmente contestabile: Antonio Conte, nella sua carriera, ha avuto una media infortuni pari o inferiore a quella dei top club europei.
Questo rende una cosa chiara:
la definizione di Conte come “allenatore che logora i calciatori” non è supportata dai numeri.
E ALLORA A NAPOLI?
Ventiquattro infortuni per 16 calciatori ko a metà stagione non sono un’anomalia.
Un dato che non trova precedenti nella carriera del tecnico leccese.
Se i numeri scagionano Conte, allora la domanda diventa inevitabile e scomoda:
il Napoli dispone di un comparto medico e di prevenzione all’altezza dei carichi di lavoro di Conte?
la programmazione atletica è stata realmente condivisa e supportata?
La verità, oggi, dice una cosa sola:
Antonio Conte non è il problema che qualcuno vuole farci credere.
Dario Maiorino
