Napoli non è solo una città, ma un luogo dell’anima. È da qui che prende forma il lungo e appassionato racconto di Renzo Arbore, protagonista di una serata intensa al Teatro Trianon Viviani, gremito in ogni ordine di posti e pronto a tributargli una standing ovation annunciata. Un viaggio durato oltre tre ore, fatto di ricordi, risate, musica e frammenti di vita che hanno coinvolto il pubblico in un autentico percorso collettivo nella memoria.
Arrivato a Napoli da Foggia per studiare Giurisprudenza, Arbore fu subito catturato dall’energia della città: le strade pulsanti, gli artisti incontrati per caso, la musica che sembrava nascere ovunque. Un incanto che avrebbe segnato per sempre la sua storia personale e professionale. Da quell’incontro è nata una relazione profonda, alimentata dall’amore per la cultura partenopea, per le sue famiglie artistiche, per i luoghi e per le persone che ne hanno incarnato lo spirito.
Sul palco, accanto a lui, Marisa Laurito: attrice, direttrice del teatro e amica di lunga data. Il dialogo tra i due si è trasformato in una conversazione intima e brillante, capace di alternare emozione e leggerezza. “Renzo è un grande signore”, ha detto Laurito, sottolineandone l’eleganza e la curiosità inesauribile verso ogni forma d’arte.
Il racconto si è arricchito di aneddoti indimenticabili: le trasferte a Capri con Mariangela Melato, le amicizie con Luciano De Crescenzo, Roberto Murolo e Sergio Bruni, gli scherzi goliardici con gli amici storici, fino alle animate discussioni sui piatti simbolo della cucina napoletana e su come preparare davvero un gateau di patate a regola d’arte.
Non sono mancati momenti di grande intensità evocativa grazie ai filmati delle tournée internazionali con l’Orchestra Italiana e agli spezzoni delle trasmissioni radiofoniche e televisive che hanno segnato intere generazioni. Un mosaico che restituisce il ritratto di un artista capace di innovare il linguaggio dello spettacolo senza mai perdere il legame con la tradizione, portando Napoli nel mondo con ironia, intelligenza e profondità.
Tra i nomi ricordati, Pino Daniele – che debuttò in televisione a “L’altra Domenica” – Massimo Troisi, Renato Carosone, Totò, figura capace di unire mondi opposti con la sola forza dell’umanità, e ancora Roberto Murolo, protagonista anche di racconti esilaranti, come quello dei finti marziani a Posillipo.
L’evento, promosso dal Teatro Trianon Viviani e dalla Fondazione Campania dei Festival, e prodotto da FILMTPRO, diventerà anche uno speciale televisivo Rai. L’incontro prende spunto dal libro-intervista “Mettetevi comodi”, firmato dal giornalista Andrea Scarpa, che diventa il pretesto per scavare nella vita, nelle passioni e nella visione culturale di Arbore.
A emergere, oltre alla carriera straordinaria, è soprattutto l’uomo: il linguaggio del corpo segnato dal tempo, ma uno sguardo ancora vivo, curioso, pronto a emozionarsi. Perché, come dimostra questa lunga dichiarazione d’amore a Napoli, gli anni passano, ma la vitalità dell’anima non conosce età.
