Napoli ha accolto una serata che è andata ben oltre la semplice degustazione. Il 13 gennaio, la pizzeria Salvatore Santucci, in via Giotto 14, ha aperto le porte a un evento speciale: una serata stampa che ha raccontato un percorso fatto di studio, passione e identità, ma anche di attenzione verso il prossimo.
Il menù della serata, elegante e contemporaneo è stato concepito come un vero viaggio degustativo attraverso gli impasti che hanno segnato la storia professionale di Salvatore Santucci e ne rappresentano oggi la maturità tecnica. Un racconto che parte dalle basi, attraversa la sperimentazione e arriva a una visione gastronomica consapevole e personale.
Ad aprire l’esperienza sono state le bollicine di benvenuto, in abbinamento a un calice di Franciacorta Mirabella, che introducono subito l’ospite in un clima di convivialità raffinata. Seguono i suggestivi “Lapilli del Vesuvio”, frammenti di pizza dall’impasto al carbone vegetale, leggeri e fragranti, ispirati alla forza simbolica del territorio partenopeo.
La degustazione è poi entrata nel vivo con la Montanara con Genovese, omaggio alla tradizione napoletana, per proseguire con una selezione delle pizze più rappresentative della visione di Santucci: dalla Margherita Verace, emblema di equilibrio tra classicità e innovazione, alla Marinera con impasto al carbone, essenziale ma di grande profondità gustativa. Spazio anche alla Gialla in crosta, realizzata con impasto alla curcuma, spezia antica e preziosa scelta non solo per il colore dorato ma per il suo contributo aromatico e la naturale leggerezza al palato, fino alla sorprendente Fossa & Fichi, su impasto ai cereali.
Ogni portata è stata accompagnata da un abbinamento studiato: dal Gragnano Ottouve alle birre alla spina Paulaner, fino al Nero a Metà, frutto di aglianico in bianco, a sottolineare un percorso sensoriale completo e coerente.
“Credo che la cucina sia un linguaggio potente, capace non solo di emozionare ma anche di unire e raccontare un percorso” ha affermato Salvatore Santucci. “Ogni impasto parla di una storia fatta di tentativi, errori e crescita. Questa serata è l’occasione per presentare il nostro lavoro in modo autentico, attraverso pizze e impasti che meglio rappresentano la mia identità. L’intento è far vivere agli ospiti un’esperienza gastronomica e culturale a 360°”.
Il finale è affidato alla dolcezza della tradizione partenopea: Babà classico, Caprese croccante o Crostiera, accompagnati da caffè e piccola pasticceriae . A chiudera la serata: Gocce di Cazzimma di
Santo Babà, liquore amaro di erbe e spezie.
Ma la serata del 13 gennaio non è stata solo celebrazione del gusto. E’ stata infatti l’occasione per presentare in anteprima la serata di beneficenza del 26 gennaio, organizzata a favore del Centro Clinico NeMo – Fondazione Serena Onlus, realtà impegnata nel supporto alle persone affette da malattie neuromuscolari e neurodegenerative e alle loro famiglie. Un momento di sensibilizzazione e solidarietà che conferma come la cucina, quando è autentica, sappia farsi anche strumento di impegno sociale.
Ancora una volta, Salvatore Santucci dimostra che la pizza può essere racconto, ricerca e responsabilità. Un’esperienza che parla al palato, ma anche al cuore.

