NAPOLI – Un ring, una caduta, e poi il buio. Ma soprattutto una scelta: arrendersi o ricominciare. È da qui che prende forma “Ho visto un sogno”, il nuovo film indipendente diretto da Carlo Della Volpe e Naomi Posillipo, un’opera intensa che parte dalla boxe ma va ben oltre lo sport.
Al centro della storia c’è Daniele Di Maio, un giovane cresciuto in un contesto difficile, segnato dal peso di un passato familiare complicato. Per lui la boxe non è solo una disciplina, ma una via di fuga, una possibilità concreta di riscatto. Tutto cambia dopo un incontro truccato che gli costa la vista: da quel momento il film abbandona i confini del racconto sportivo per diventare un viaggio interiore profondo e doloroso.
A sostenere la narrazione è un cast corale che unisce esperienza e autenticità: Gianluca Di Gennaro e Gianni Parisi guidano un gruppo di interpreti composto da Giuseppe Cascella, Gigi Attrice, Rossella Ianniello, Giovanni Esposito e Davide Aiello. Personaggi veri, segnati da fragilità e scelte difficili, che restituiscono sullo schermo una realtà senza filtri.
La regia di Carlo Della Volpe e Naomi Posillipo sceglie uno stile diretto, essenziale, capace di valorizzare silenzi e sguardi più delle parole. Un approccio rafforzato dal lavoro dell’aiuto regia Swami Di Giovanni, che contribuisce alla costruzione di un racconto coerente e immersivo.
Fondamentale anche il comparto sonoro: le musiche di Solo2025, artista dalla voce intensa e riconoscibile, accompagnano emotivamente il percorso del protagonista, mentre le colonne sonore firmate da Aldo Pacifici amplificano la tensione e la profondità delle scene.
Girato con un forte legame con il territorio, il film coinvolge realtà locali e location significative, tra cui Villa Oro Bianco Eventi, la palestra Boxe Gladiator Giugliano e il Palazzetto dello Sport, teatro della scena finale.
“Ho visto un sogno” non offre scorciatoie né illusioni. Racconta la caduta, il dolore e la possibilità di rialzarsi quando tutto sembra perduto. Un film che parla ai giovani, ma non solo, a chiunque abbia dovuto affrontare una battaglia interiore.
Perché, come suggerisce il titolo, i sogni non si guardano soltanto. Si combattono.
