Napoli, tra infortuni e polemiche: il pareggio con la Roma lascia più domande che risposte

Difendere Allegri non significa chiudere gli occhi: i problemi del Napoli sono più profondi di una panchina. Servono diverse riflessioni su ciò che è accaduto e su ciò che il Napoli sta vivendo. A partire dall’emergenza infortuni, che dopo il pareggio con la Roma pesa più di ogni altra cosa. Le ultime notizie parlano di un problema di medio grado per Badiashile, che si fermerà per almeno un mese, forse più. Qualche guaio anche per Spinazzola, che sicuramente non ci sarà con il Monza e potrebbe saltare anche la sfida con la Juventus. Il recupero, se tutto va bene, potrebbe arrivare in tempo per la Lazio. Ma prima della sosta questo Napoli è ridotto ai minimi termini.

Il caso Gollini e un VAR che non si fa sentire

Sull’episodio che ha acceso la partita la mia opinione è netta, e su questo non sono d’accordo nemmeno con il collega Salvatore, con cui ne parleremo. Il fallo di Gollini c’è. Le immagini frontali mostrano chiaramente la mano aperta del portiere: se non l’avesse tenuta aperta, non avrebbe mai fermato un pallone che lo avrebbe superato. Era un’espulsione. La Roma, privata di Svilar e già con Gollini tra i pali, si sarebbe ritrovata con il terzo portiere, e la partita sarebbe cambiata moltissimo.

Il problema, però, è anche più ampio. Il VAR ormai è stato zittito, di fatto escluso. Non si chiama più l’arbitro al monitor: si fa un controllo veloce, deciso dall’alto, e nessuno sente niente, nessuno sa niente. Hanno tolto persino la trasmissione del lunedì che mostrava il dialogo in sala VAR. Là dentro possono anche prendersi il caffè e poi dire tranquillamente all’arbitro che non è successo nulla.

Un primo tempo da Napoli, poi il blackout

Eppure il Napoli aveva disputato un grande primo tempo, partendo fortissimo fino al 2-0, con Politano che avrebbe potuto addirittura firmare il 3-0. Poi, incredibilmente, due gol concessi alla Roma. E qui la riflessione va fatta sull’interpretazione del modulo, sul rischio di arretrare troppo, perché anche i numeri vanno in quella direzione.

Curiosamente, gli expected goals sono tutti a favore del Napoli. Quando i dati premiavano le avversarie, se ne parlava ovunque. Ora che il Napoli ha un XG superiore a quello della Roma, il silenzio è totale. Guardate un po’.

Dopo il pareggio giallorosso, a una decina di minuti dalla fine, la squadra era riuscita a trovare addirittura il 3-2 con McTominay. Poi, ancora una volta, in difesa è successo ciò che sappiamo. Alcuni giocatori, dopo il 60º minuto, calano vistosamente.

Una spaccatura totale: altro che guelfi e ghibellini

Devo dirlo con chiarezza: ormai c’è una frattura netta. Da una parte un popolo di tifosi, opinionisti e giornalisti costantemente contro Allegri; dall’altra qualcuno che, come il sottoscritto, prova a difenderlo. Ma non per difenderlo a prescindere: io continuo a farlo perché, se anche l’allenatore ha sbagliato qualcosa, il problema vero è quello che succede in campo, quando entra Buongiorno e fa quello che ha fatto.

Le problematiche sono altre. Non c’è solo la questione dell’allenatore, non c’è solo il refrain secondo cui Allegri, come Ancelotti, sarebbe bollito. Il punto è che Allegri continua a dover giocare senza calciatori. Avete visto gli ingressi di Vergara e di Giovane? Avete visto il primo tempo a corrente alternata di Lang e il secondo tempo inesistente? McTominay è cresciuto durante la gara, ma nel primo tempo, a rivederlo, non aveva fatto grandi cose, che ha poi fatto nella ripresa.

La panchina che non c’è

Il Napoli, soprattutto, non ha una panchina con i ruoli giusti. Non c’è un incontrista in grado di sostituire Anguissa. In panchina ci sono due grandi giocatori, Lobotka e Gilmour, ma per caratteristiche tecniche non sono Anguissa. Vergara non è un incontrista: è un giocatore che deve agire dietro la punta, svariare, essere libero di fare ciò che vuole. Aggiungiamo gli infortunati, Alisson Santos e Buongiorno, e il quadro è completo.

La “sceneggiata” e la campagna contro Allegri

Chiudo con una certa stampa che, pur di andare contro Allegri, è pronta a raccontare di tutto. E con la questione Buekema: ieri, guardando alcuni canali, si è assistito a una digressione incredibile, non solo sul ragazzo ma soprattutto sul Napoli. Si è parlato di sceneggiate e si continua a parlarne. Forse ha sbagliato lui a non chiedere scusa, forse ha sbagliato a pubblicare un post troppo largo. Ma la sensazione è che ormai ce la stiano prendendo solo con noi, e che tutto ciò che accade finisca per ricadere su Massimiliano Allegri.