re percorsi diversi, tre territori, una stessa idea di pizza contemporanea: Da Lioniello, Raf Bonetta Pizzeria e Vincenzo Fotia si distinguono nella quinta edizione di Pizza Maxima, il riconoscimento dedicato alle eccellenze dell’arte bianca italiana, andato in scena a Roma, negli spazi di Spazio Novecento. La graduatoria è stata definita attraverso i voti di circa 200 giornalisti gastronomici ed esperti del settore, su una selezione iniziale di 150 pizzerie italiane.
A firmare uno dei risultati più significativi è Salvatore Lioniello, che con Da Lioniello, a Succivo, in provincia di Caserta, conquista il 17° posto nella classifica nazionale. Un riconoscimento che si inserisce nel percorso di una pizzeria diventata espressione di una precisa identità, quella della pizza “diversamente napoletana”, costruita da Lioniello attraverso studio degli impasti, ricerca e rilettura della tradizione. Il progetto, nato a Succivo, è stato affiancato dal 2023 dalla sede milanese di Porta Romana.
Al 31° posto, si posiziona Raf Bonetta Pizzeria, insegna napoletana guidata da Raffaele Bonetta. Nel cuore del Vomero, il pizzaiolo porta avanti una personale idea di pizza contemporanea, fondata sull’equilibrio tra tradizione partenopea, tecnica, ricerca sugli impasti e attenzione alla materia prima. Una filosofia che trova nel locale di via Cimarosa la propria espressione e che continua a svilupparsi attorno a una concezione della pizza come prodotto d’autore.
Tra le 150 realtà selezionate da Pizza Maxima figura anche Vincenzo Fotia, l’Artigiano della Pizza, con il suo locale di Siderno, in provincia di Reggio Calabria. Per il pizzaiolo calabrese il riconoscimento assume un ulteriore valore: Fotia si è infatti distinto anche tra i primi tre pizzaioli della Calabria, portando la propria insegna ai vertici della graduatoria regionale. Risultati che valorizzano il lavoro sviluppato a Siderno attraverso ricerca sugli impasti, selezione delle materie prime e valorizzazione dell’identità gastronomica calabrese.
Da Succivo a Napoli, fino a Siderno, i risultati di Pizza Maxima restituiscono così una fotografia di una pizza italiana sempre più articolata, nella quale la tradizione resta il punto di partenza, ma assume forme differenti in relazione a territori, sensibilità e percorsi professionali. Tre insegne del Sud che, attraverso linguaggi diversi, portano avanti un lavoro quotidiano fatto di impasti, materie prime, tecnica e ricerca.
