Le poche parole di Allegri e il risultato da fare

Prima della conferenza stampa, l’illusione di un cambio di rotta era forte. Il titolo sembrava già scritto: “Allegri cambia pelle, difesa a 3 e addirittura Lucca titolare”. Poi, però, sono arrivati i soliti dodici minuti di nulla cosmico, conditi dal consueto punto interrogativo. Un quarto d’ora scarso in cui il tecnico del Napoli ha risposto con il pilota automatico a domande di respiro nazionale — gli infortuni, i ritmi folli, le coppe — dimenticando quasi di dover affrontare il Frosinone. Perché nelle altre piazze i briefing con i media durano mezz’ora e a Napoli si liquidano i giornalisti in un amen? Una scelta societaria o la voglia degli allenatori di scappare a gambe levate? Il sospetto che persino Antonio Conte soffrisse questa gabbia comunicativa è ormai quasi una certezza.
I fatti emersi dalla sala stampa si contano sulle dita di una mano: McTominay ha trenta minuti nelle gambe e sarà convocato; Buongiorno sta abbastanza bene, ma non così tanto da far pensare a un passaggio immediato alla difesa a tre; Lucca viene descritto come un investimento importante per la stagione, il che equivale a dire che difficilemente lo vedremo dal primo minuto. Restano nel limbo gli interrogativi veri, quelli che interessano alla piazza: come sta Spinazzola? Neres ha più di un tempo di autonomia? Allegri appare spento, distante, privo di quella lucidità brillante e polemica che lo contraddistingueva a Torino e Milano.
Intanto il campo e il calendario continuano a morderci le caviglie. Ha fatto bene Lobotka a sollevare il problema di un ritmo disumano: tredici partite in un mese tra club e nazionale sono una follia che la UEFA finge di non vedere, sacrificando la salute dei calciatori sull’altare dello spettacolo e del tempo effettivo. Un tempo effettivo che, unito alla nuova gestione arbitrale benedetta da Rocchi e Orsato, sta trasformando la Serie A. Se da un lato il gioco è più fluido e fioccano i gol, dall’altro sorge il dubbio che si stia passando dal “non calcio” al Far West, dove i falli solari a centrocampo e in area vengono colpevolmente sorvolati.
Al Napoli servono risposte pratiche, risposte di campo. La pretattica lascia il tempo che trova e le conferenze telecomandate hanno stancato: domani contano solo i tre punti, perché tutto il resto è noia.