LA FESTA DELLE LUCERNE DI SOMMA VESUVIANA

Postato da Dario Catania il 13/07/2018 alle 22:07 - Articolo letto

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Ogni quattro anni, a Somma Vesuviana (NA), nel borgo di Casamale, che risale al 1300 d. C. e che nel 1467 fu fortificato da Ferrante d’Aragona, Re di Napoli nella seconda metà del secolo XV, è organizzata la Festa delle Lucerne che si svolge nei primi giorni del mese di agosto.  Quest’anno inizierà giovedì 2 agosto alle ore 17,00 fino al 5 agosto, terminando alle ore 21,20 con la consueta processione di Maria SS. della Neve che percorrerà le quattro porte attraverso le quali si entrava nel borgo antico. La tradizionale festa ha origini antiche ed è espressione dei riti del mondo contadino arcaico, così come la descrive lo stesso maestro Roberto De Simone individuando, nella celebrazione il ciclo dell’agricoltura, con l’estate. La lucerna, raffigurando il sesso femminile e quello maschile, inneggia alla fecondità ed esprime compiutamente, la metafora della vita e della morte, il suo susseguirsi perenne, esalta l’alternanza tra notte e giorno, caldo e freddo, buio e luce. La morte è assunta come fase insostituibile per la rigenerazione della vita. La festa popolare coinvolge l’intero Borgo di Casamale e tutti i suoi vicoli che sono addobbati e abbelliti con simboli che trapassano i secoli e che si rifanno, evidentemente, al paganesimo e al cristianesimo. In alto, sospesi nei vicoli, troviamo telai di legno, di diverse figure geometriche (quadrati, esagoni, triangoli e cerchi) con lucerne che illuminano tutto il percorso, alla cui fine è collocato uno specchio per fornire una sensazione di profondità e il senso dell’alternanza tra la vita e la morte. Altri simboli esoterici sono le zucche svuotate del contenuto e incise nell’involucro in modo da formare dei visi che s’illuminano grazie alle lucerne. Sono antiche rappresentazioni delle congiunzioni temporali tra gli stati di vitale esistenza e il passaggio nella dimensione del freddo della morte. All’ingresso dei vicoli trovano posizione fantocci dalle umane sembianze, realizzati con materiale povero come la paglia, stracci e simili. Inoltrandosi tra le antiche dimensioni dei vicoli, il visitatore può concedersi l’ammirazione di realtà di vita vissuta con tavolate imbandite di cibarie varie e rappresentazioni di antichi mestieri con la presenza degli strumenti di lavoro tipici, del tempo richiamato. I “masti di festa” addobbano con i materiali più vari, antichi e recenti. Nulla è precluso alla fantasia e alla rappresentazione.  

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