Francesco Cocco al Nothing Else Contemporary Art: un passato che non sbiadisce mai

Oggi, lungo le pareti della galleria Nothing Else Contemporary Art di via Alabardieri, Francesco Cocco,dottore in economia, fotografo,  pittore, scultore e “graffitaro”, ci fa rivivere, grazie alle sue opere, un passato glorioso e mai dimenticato. Foto ingiallite, nonni e bisnonni, famiglie intere fermate in posa in un momento irripetibile, rivivono grazie a un artista giovane e ampiamente affermato.

Figure statiche che hanno perso i connotati, occhi resi illegibili da una tecnica fotografica particolare, Cocco riunisce tutte le discipline  visive su un’unica superficie: Le sue immagini galleggiano tra analisi storica e psicologica d’un Italia “familiare” del secolo scorso.

Cocco tira fuori dall’ingiallita foto grazie ai suoi sapienti gesti pittorici, una rivoluzione, volta però al recupero dei sapienti modi di vivere d’una volta.   Tra le sue opere troviamo pettinature rigide con l’onda sulla fronte, auto antiche e ruote di bicicletta, un triciclo in ferro e tanti ritratti dal tratto moderno ma dal cuore antico.

Francesco Cocco, con la sua “Italian Portrait” resterà fino all’11 dicembre in mostra al Nothing Else Contemporary Art, la  galleria di via Alabardieri, al centro della movida di Chiaja,tra baretti e ristoranti dal sapore di sushi e caffè, gli invitati sapranno sicuramente apprezzare il valore dell’innovative art. Tra ammiratori e critici, Cocco svelerà al suo pubblico tutta l’essenza d’un passato poetico e romantico che non tramonta mai.

About Dario Aloja

Nato a Napoli, nel 1982, nel quartiere "Arenella", a metà strada tra il centro storico e la moderna zona collinare, Dario Aloja vive, da subito, le forti contraddizioni di una città divisa tra le nostalgie di un passato di capitale europea e un presente di metropoli labirintica, che ingoia sogni e speranze delle nuove generazioni. Come tanti giovani del terzo millennio, Dario avverte l'abisso che divide l'odierno modello capitalistico, che mondializza i totem tecnologici di una società alienante e disumanizzante, e le ragioni del cuore, il bisogno di gridare al mondo le esperienze del proprio vissuto, le emozioni dell'incontro con "l'altra metà del cielo". E questo magma incandescente di pulsioni, stati d'animo, sentimenti, affiora in superficie, diventa sfogo lirico, si fa "Pelle Libera".

View all posts by Dario Aloja →