Formia: Un riconoscimento per tre grandi sportivi-simbolo della città

Formia, città aperta da sempre alle attività sportive di carattere nazionale ed internazionale, grazie all’azione sinergica del gruppo civico Formia Vinci e all’aministrazione Comunale, nella serata di ieri presso “Lo Smeraldo – Sartoria ‘090” nella meravigliosa cornice di Vindicio, ha premiato a nome di tutta la città tre rappresentanti della comunità formiana che in questi mesi si sono distinti per le doti sportive e la grande fama al livello nazionale ed internazionale.

I tre premiati, che sono: il Campione Bodybuilder Ciccolella Fabrizio, premiato come campione italiano 2018,  il triatleta e primo “Ironmen” formiano Mino Erasmo Marciano, che ha da poco omaggiato il Golfo con la prima traversata a nuoto da Gaeta a Formia, e il giovane Giovanni Calvano, entrato nel circuito mondiale del tennis, nel ranking ATP, si sono distinti per le innegabili capacità di sportivi, riuscendo a conquistare diversi riconoscimenti non solo nella comunità d’appartenenza.

La cerimonia di premiazione è stata semplice ma di grande importanza per l’intera comunità formiana, oltre ai tre premiati che continueranno il loro percorso sia in Italia che all’estero. Presenti all’evento la Giunta, con il Vicesindaco Carmina Trillino, i consiglieri comunali Paolo Mazza, Alessandra Lardo, Simone Troisi , Antonio Capraro, Emanuela Sansivero, presenti anche Gianfranco Conte ed altri consiglieri d’opposizione. Tante le presenze di cittadini a dare omaggio a tra dei migliori atleti formiani che si sono distinti per le loro qualità, impegno e dedizione allo sport. L’evento infine è stato filmato e condiviso sul portale “Il Golfo Incantato” che punta a pruovere lo sport e le bellezze paesaggistiche del territorio, grazie alle foto realizzate in esclusiva dal Fotografo Paesaggista Professionista Dario Aloja – Karisma Photography.

About Dario Aloja

Nato a Napoli, nel 1982, nel quartiere "Arenella", a metà strada tra il centro storico e la moderna zona collinare, Dario Aloja vive, da subito, le forti contraddizioni di una città divisa tra le nostalgie di un passato di capitale europea e un presente di metropoli labirintica, che ingoia sogni e speranze delle nuove generazioni. Come tanti giovani del terzo millennio, Dario avverte l'abisso che divide l'odierno modello capitalistico, che mondializza i totem tecnologici di una società alienante e disumanizzante, e le ragioni del cuore, il bisogno di gridare al mondo le esperienze del proprio vissuto, le emozioni dell'incontro con "l'altra metà del cielo". E questo magma incandescente di pulsioni, stati d'animo, sentimenti, affiora in superficie, diventa sfogo lirico, si fa "Pelle Libera".

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