Carenza idrica Formia: la rabbia dei residenti tra promesse non mantenute e disagi fuori controllo

Ieri, a seguito delle dichiarazioni rilasciate dall’amministrazione comunale formiana, visibili anche sulla sua pagina facebook, secondo la quale sarebbe terminato un primo “step” in merito all’attivazione del campo pozzi “ai venticinque ponti”, con relativo rilascio di almeno cinquanta litri di acqua al secondo di acqua potabile nella rete, la risposta dei cittadini – soprattutto tramite social – non si è certo fatta attendere. La realtà infatti è ben diversa da quella che l’amministrazione, con tanto di foto “di rito”con bicchieri colmi d’acqua, vorrebbe far credere alla popolazione.

I cittadini riferiscono invece che la situazione è ben diversa in molte, moltissime zone di Formia, ma anche altre zone come Penitro, San Pietro, decine di famiglie sono allo stremo, con una fornitura idrica totalmente inesistente. In alcune zone l’acqua c’è per solo un’ora al mattino, altre zone non la hanno mai (questo è gravissimo), mentre altre zone attualmente sembrano avere una fornitura idrica altalenante con chiusure tra le ore 12.00 e le ore 16.00.

La questione è delicata – non sappiamo se nei prossimi giorni la fornitura arriverà – ma per adesso la verità è solo una: l’acqua non c’è e le promesse non sono state mantenute.

Le foto pubblicate insieme al comunicato, infatti,  non fanno che inasprire gli animi dei tanti cittadini esasperati, soprattutto considerando il fatto che la “promessa” non è stata mantenuta. Promessa che forse serviva, a seguito dei cortei dal 28 al 30 agosto, con conseguente blocco della via Flacca, solo a rasserenare gli animi in un momento di forte concitazione, ma che nella realtà non trova riscontro alcuno, se non una manciata di foto postate su di un social network.

Non vi è fornitura idrica completa a Formia, i rubinetti sono a secco, questa è la verità. Non bastano due foto su di un social network per far sì che un intero popolo vessato e stanco da mesi di gestione idrica scellerata possano tirare un sospiro di sollievo. Decine sono i video, le testimonianze del popolo formiano che ci sta mettendo “la faccia” e che chiede, a chi di competenza, di attivarsi veramente al fine di far cessare questa enorme crisi idrica che sta colpendo Formia e molte zone del sud Pontino.

Al momento la situazione è critica, ci aspettiamo fatti concreti e non affermazioni che non trovano effettivamente riscontro nella realtà. La cittadinanza comunica e  ha prove della mancanza della fornitura idrica nelle proprie abitazioni, e soprattutto ha prove delle sommarie risposte del gestore in merito a disservizi enormi, danni a elettrodomestici e attività commerciali. La carenza idrica nella zona di Formia è fuori controllo.

Per questo troviamo strano, e ci chiediamo, come sia possibile pubblicare una manciata di foto, uno scarno ed evasivo comunicato dove si parla di “vittorie” e promesse mantenute, quando la realtà non è solo diversa ma addirittura opposta?

Aspettare, aspettare, ma cosa? La cittadinanza formiana è stanca, chiede il bene primario.

Populismo e chiacchiere non aiutano certo a superare l’emergenza, questo il formiano lo sa, e nonostante i tanti dissensi, manifestazioni di protesta e video denunce non riescono, da soli, a far fronte all’emergenza. Ci chiediamo, quindi, c’è una volontà nel far soffrire il popolo formiano? Se si, perchè.

Risposte chiare, questo chiede il formiano, fatti e non mero populismo da social network, anche considerando la grande pazienza che decine famiglie stanno avendo in questi mesi, attendiamo, si spera, nei prossimi giorni una fornitura idrica completa in tutte le zone attualmente a secco. Questa si che sarebbe una promessa mantenuta, uno di quei doni che il popolo formiano attende da mesi e che, diciamocelo, merita con tutto il cuore.

 

Dario Aloja – inviato Napolinews24.net – zona Formia

About Dario Aloja

Nato a Napoli, nel 1982, nel quartiere “Arenella”, a metà strada tra il centro storico e la moderna zona collinare, Dario Aloja vive, da subito, le forti contraddizioni di una città divisa tra le nostalgie di un passato di capitale europea e un presente di metropoli labirintica, che ingoia sogni e speranze delle nuove generazioni.
Come tanti giovani del terzo millennio, Dario avverte l’abisso che divide l’odierno modello capitalistico, che mondializza i totem tecnologici di una società alienante e disumanizzante, e le ragioni del cuore, il bisogno di gridare al mondo le esperienze del proprio vissuto, le emozioni dell’incontro con “l’altra metà del cielo”.
E questo magma incandescente di pulsioni, stati d’animo, sentimenti, affiora in superficie, diventa sfogo lirico, si fa “Pelle Libera”.

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