Toy Run 2011: un Natale ricco d’emozione per i bambini del “Centro Laila” grazie ai ragazzi del Tuscarawas

I giovani motorbikes “Tuscarawas County Ohio Chapter”– Napoli, unitamente ai Dragons Bikers – Napoli Chapter, sono riusciti,grazie ad un costante  tam-tam durato quasi una settimana su Facebook, a reperire i fondi necessari all’acquisto di numerosi giocattoli, medicinali, vestiario e beni di prima necessità destinati alla casa famiglia “Centro Laila” Via Domitiana 652, Mondragone. Una grande vittoria per i bambini del centro che, grazie all’ espressione di generosità di tanti tanti ragazzi e ragazze partenopei,sono riusciti a sorridere in un momento così importante come il Natale.

Il centro Laila fino ad oggi ha aiutato più di 1000 bambini di ogni etnia e religione.I doni, consegnati da giovani  “babbi natale” in moto, ha permesso ai piccoli del centro di trascorrere una mattinata all’insegna della felicità. L’evento che, vanta attualmente un’organizzazione di tutto rispetto, si spera riuscirà a crescere ancora nei prossimi anni sia al livello pubblicitario che di raccolta fondi. La giornata è stata davvero memorabile per tutti: i giovani motorbikes,infatti, dopo aver raccolto tutto il materiale presso ” Big Twin Motors Napoli ” sito in Terza traversa Pisciarelli n° 39 (all’ interno del complesso Pianeta Verde) 80078 -Agnano (Pozzuoli-Napoli), si sono diretti alla volta del centro Laila dove hanno partecipato ad una messa celebrata in loro onore con benedizione di tutte le moto presenti. Tanta la generosità dimostrata nonostante il periodo di crisi e tanta anche la presenza femminile all’evento.I giovani motorbikes chiedono a gran voce alla cittadinanza partenopea che iniziative come questa non si limitino soltanto ad un piccolo aiuto durante i soli periodi “festivi” ma che, grazie al contributo di qualche generoso sponsor, possano diventare una realtà di supporto sociale costante a case famiglia e centri di accoglienza.

About Dario Aloja

Nato a Napoli, nel 1982, nel quartiere "Arenella", a metà strada tra il centro storico e la moderna zona collinare, Dario Aloja vive, da subito, le forti contraddizioni di una città divisa tra le nostalgie di un passato di capitale europea e un presente di metropoli labirintica, che ingoia sogni e speranze delle nuove generazioni. Come tanti giovani del terzo millennio, Dario avverte l'abisso che divide l'odierno modello capitalistico, che mondializza i totem tecnologici di una società alienante e disumanizzante, e le ragioni del cuore, il bisogno di gridare al mondo le esperienze del proprio vissuto, le emozioni dell'incontro con "l'altra metà del cielo". E questo magma incandescente di pulsioni, stati d'animo, sentimenti, affiora in superficie, diventa sfogo lirico, si fa "Pelle Libera".

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