Teatro Napoli: “Il Primo” presenta la nuova Stagione al Maschio Angioino

Il Teatro Il Primo, abbandonato dalle istituzioni ed affamato dai tagli alla cultura che ne hanno messo a serio rischio la stessa sopravvivenza, dinanzi all’avvilente scenario di decadenza culturale di questo paese, trova ancora la forza di lanciare, seppur in ritardo,la  sfida che da 14 anni accende con grande professionalità ed un pizzico di follia le luci d’ un piccolo gruppo di persone che rappresentano il faro culturale della nostra splendida Capitale Partenopea.

Sotto l’attenta direzione artistica di Arnolfo Petri, sarà presentata il giorno 15 dicembre dalle ore 17 alle 20 al Maschio Angioino – Castel Nuovo- Sala della Loggia, la IV edizione di “Teatri di un Dio Minore”, rassegna dedicata a proposte legate al tema del disagio e della diversità, affronterà temi difficili ed attuali con grande sensibilità, coraggio e preparazione.
Non di minore importanza, “Sipari di emergenza”, nuove proposte drammaturgiche per un teatro di Resistenza,l’unica arma rimasta contro la logica del silenzio forzato delle idee. La creatività è importante ed è soltanto coltivandola che si potrà superare l’inaridimento della scena e la perdita folle di centinaia di nuovi talenti di intenso spessore creativo e grande professionalità.

About Dario Aloja

Nato a Napoli, nel 1982, nel quartiere "Arenella", a metà strada tra il centro storico e la moderna zona collinare, Dario Aloja vive, da subito, le forti contraddizioni di una città divisa tra le nostalgie di un passato di capitale europea e un presente di metropoli labirintica, che ingoia sogni e speranze delle nuove generazioni. Come tanti giovani del terzo millennio, Dario avverte l'abisso che divide l'odierno modello capitalistico, che mondializza i totem tecnologici di una società alienante e disumanizzante, e le ragioni del cuore, il bisogno di gridare al mondo le esperienze del proprio vissuto, le emozioni dell'incontro con "l'altra metà del cielo". E questo magma incandescente di pulsioni, stati d'animo, sentimenti, affiora in superficie, diventa sfogo lirico, si fa "Pelle Libera".

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