Marano Ragazzi Spot Festival 2011: pura “magia” al Siani tra le parole di Gabriele Gentile

E’ grazie alla magia di Gabriele Gentile, in arte “Mago da Legare”,che il sipario si alza per la prima e la seconda giornata del Mararno Ragazzi Spot Festival che si terrà al teatro Siani fino al tre dicembre. La magia più bella, secondo il “Mago”,  è la legalità e la vita è l’arte degli incontri ed il Marano Ragazzi Spot Festival versione 2011, in questo senso, non ha paura delle polemiche. In barba allora ai problemi finanziari, ai tempi che si stringono strettissimi attorno le mille cose da fare, da dire, da sistemare o spiegare: in barba a tutto, il Marano Spot Festival parte come sempre in grande stile e, magicamente, riscuote consensi.

32 gli spot in concorso quest’anno, visionati e votati stamattina dalla sconfinata giuria “popolare” di “Lo voto anch’io”.

La mattinata è poi preseguita con la presentazione del progetto Maciste, sponsorizzato da Terra Mater et Magistra, l’ufficio per la promozione e lo sviluppo del territorio di Marano. Sul palco le dottoresse Martinucci, Palmelli e Turco, che, tra una lezione di “geografia maranese” ed una sui piatti tipici, impartite ad un curiosissimo Mago Gentile, hanno illustrato una serie di workshop e laboratori portati avanti dal progetto, indirizzati alle scuole, ai ragazzi ed ai genitori.

Così è passata la prima mattinata al Marano Ragazzi Spot Festival: perchè chi l’ha mai detto che la legalità non può essere divertente?

Parliamone  con Gabriele Gentile:

 Come sono andate queste due giornate di Festival?

Faccio questo lavoro da tanti anni, dunque può sembrar strano che lo dica, ma mi sono emozionato! Ho avuto il piacere di andare a sedermi in platea e di assistere ai filmati, da spettatore e non da presentatore. E questa è stata una ricchezza, un regalo. Penso che questo Festival sia un’idea meravigliosa, e spero di tornarci, in qualunque veste!

 Stamattina hai presentato questi 32 spot: come li hai trovati? Hanno soddisfatto le aspettative?

Mi sono piaciuti tantissimo, ne ho segnati un sacco! Ce ne sono alcuni che mi hanno particolarmente colpito, fermo restando che sono 32 spot notevolissimi: “Se diverso funziona”, per esempio, l’ho trovato eccezionale, mi ha trasmesso molto. Anche “Todo cambia” penso sia una meraviglia. Un altro bellissimo è stato “La rivincita dello zero”. Ma davvero erano tutti meritevolissimi, eh!

 Da prestigiatore vanti apparizioni televisive, una lunghissima sequela di spettacoli, sei addirittura entrato nel guinnes dei primati… Ma qual è il trucco per tenere a bada una platea di bambini?

Il trucco è lo stupore! La società consumistica c’ha ucciso il concetto di stupore, l’ha demolito. Oramai siamo inquinati, e non ci stupisce più niente. Una volta bastavano piccole cose, non so, uno zio capace di improvvisare un trucco di magia … Ma ora questa tecnologia imperante, di cui a volte sono vittima anche io (ma con coscienza!), chiude gli occhi delle persone pronte a meravigliarsi. Ormai tutto quello che facciamo è rigirarci nella fantasia altrui, e a pagamento! Io cerco di risvegliare la fantasia, ma faccio solo quello che i miei colleghi hanno fatto per millenni: pensa che ci sono prove dell’esistenza di prestigiatori già nell’Antico Egitto! E anche se è qualcosa di piccolo, perchè tutto quello di cui io ho bisogno sta in una valigetta, anche se è una cosa piccola riesce a stupire.

 

About Dario Aloja

Nato a Napoli, nel 1982, nel quartiere "Arenella", a metà strada tra il centro storico e la moderna zona collinare, Dario Aloja vive, da subito, le forti contraddizioni di una città divisa tra le nostalgie di un passato di capitale europea e un presente di metropoli labirintica, che ingoia sogni e speranze delle nuove generazioni. Come tanti giovani del terzo millennio, Dario avverte l'abisso che divide l'odierno modello capitalistico, che mondializza i totem tecnologici di una società alienante e disumanizzante, e le ragioni del cuore, il bisogno di gridare al mondo le esperienze del proprio vissuto, le emozioni dell'incontro con "l'altra metà del cielo". E questo magma incandescente di pulsioni, stati d'animo, sentimenti, affiora in superficie, diventa sfogo lirico, si fa "Pelle Libera".

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